Piero Moriconi ha caricato l’arma tre volte per uccidere moglie e figlio: Kety e Mirko colpiti all’addome

Piero Moriconi ha caricato il fucile un totale di tre volte per esplodere cinque colpi in direzione della moglie Kety Andreoni, 51 anni, e del figlio Mirko, 24. Significa che dopo aver preso il fucile dall'armadietto in cui era conservato e aver inserito i colpi una prima volta in attesa dei familiari, Moriconi ha fatto lo stesso gesto altre due volte mentre l'aggressione era in corso. Questa la ricostruzione di quanto accaduto nella villetta di Camaiore, secondo quanto apprende Fanpage.it attraverso fonti investigative. I primi risultati dell'autopsia confermano che entrambi sono stati raggiunti al tronco, con colpi concentrati nella zona dell'addome. Nessun proiettile ha ferito le teste.
Sul posto, i Carabinieri hanno sequestrato l'arma del delitto, un fucile da caccia calibro 12 regolarmente detenuto, e un'altra arma sempre per uso venatorio. Impugnando il fucile l'uomo avrebbe atteso moglie e figlio nel giardino di casa e qui li avrebbe colpiti un totale di 5 volte, soprattutto all'addome. I due sono morti sul colpo e i corpi sono stati trovati già privi di vita davanti all'ingresso dell'abitazione.
Il duplice omicidio si è consumato nel primo pomeriggio del 24 giugno e il movente sarebbe ancora in fase di definizione da parte degli investigatori. Moriconi durante il primo interrogatorio, avvenuto subito dopo il fermo, ha spiegato di aver agito spinto dal contesto familiare ormai insostenibile a causa della tossicodipendenza del figlio, il quale sarebbe arrivato a chiedere ai genitori di essere accompagnato ad acquistare la sostanza.
I rapporti sarebbero stati tesi anche tra madre e figlio per lo stesso motivo, ma i due si riappacificavano sempre al termine dei litigi. L'uomo nega di avere agito spinto dal movente omofobo, e anche per chi indaga questa sarebbe "una concausa" all'interno di un quadro più complesso. Ad accusarlo di non accettare la sua omosessualità però è lo stesso Mirko che in alcuni post pubblicati su TikTok nel 2022 dice che il padre preferirebbe "vederlo morto che gay".
Il giovane era già segnalato come assuntore, e in una occasione poco prima del delitto, le Forze dell'ordine sono intervenute nella casa di Camaiore per un diverbio acceso, ma durante quell'intervento non sono stati segnalati episodi di violenza.
Moriconi avrebbe anche spiegato di avere agito spinto da una "scintilla", una ricostruzione che sembra cozzare con le procedure necessarie per prendere e caricare l'arma da caccia che per tre volte ha scaricato sui familiari.
Dopo le prime dichiarazioni l'uomo ha deciso di non rispondere alla domande della pm durante l'interrogatorio di garanzia, al termine del quale la gip gli ha contestato il duplice omicidio volontario aggravato dalla premeditazione.
Dal pomeriggio del delitto, Moriconi si trova in custodia in carcere. Era in carcere anche mentre nella piccola chiesa di Pieve di Camaiore si tenevano i funerali della moglie e del figlio. I parenti hanno ricordato le vittime: "lui amava la musica", ha raccontato tra le lacrime la cugina di Mirko.
Alle esequie era presente, oltre al il sindaco di Camaiore Marcello Pierucci, anche e la consigliera regionale con delega ai diritti LGBTQIA+, Alessandra Nardini, che ha definito quanto successo a Katy e Mirko il frutto di una "cultura patriarcale".