Omicidio questa mattina, lunedì 12 agosto, a Piazza Armerina, nella provincia siciliana di Enna. Un uomo ha ucciso a coltellate il padre all'interno di una macelleria nel centro della città. La vittima è Armando Lo Monaco, cinquantatré anni; l'assassino invece sarebbe il figlio Carlo, di trenta anni. Sul posto sono intervenuti gli investigatori della squadra mobile di Enna. Secondo una prima ricostruzione, il delitto è avvenuto all'interno di una macelleria in via generale Muscarà, nel centro di Piazza Armeria, dove padre e figlio erano entrati per acquistare della carne. In quel momento nella macelleria erano presenti anche altre persone. Gli investigatori della squadra mobile stanno cercando di ricostruire la dinamica del brutale omicidio attraverso le testimonianze delle persone che hanno assistito ai fatti.

Il figlio avrebbe accusato il padre di maltrattamenti da bambino – Secondo gli investigatori, il presunto omicida sarebbe affetto da disturbi mentali e in passato sarebbe stato protagonista di alcune violente aggressioni. Stando a quanto trapelato finora, prima di accoltellare il padre il trentenne avrebbe accusato il genitore di averlo picchiato quando era piccolo. Al momento non è chiaro se padre e figlio fossero entrati insieme nella macelleria o se Carlo Lo Monaco sia entrato subito dopo il padre. Secondo la figlia della vittima, l'uomo sarebbe stato colto di sorpresa da dietro. "Mio padre era in macelleria con me, mentre quella specie di essere umano lo ha preso da dietro senza che mio padre se ne accorgesse" ha raccontato la donna. Quando sul posto sono intervenuti i sanitari per lui non c’era più nulla da fare: i soccorritori hanno solo potuto constatare il decesso dell’uomo.

I post su Facebook di Carlo Lo Monaco: frasi contro i migranti e teorie complottistiche – La pagina Facebook di Carlo Lo Monaco è piena di deliranti richiami a teorie complottistiche massoniche. A quanto emerso, solo poche ore prima del delitto il trentenne aveva pubblicato alcune frasi scomposte contro i migranti, i poliziotti corrotti, l'attore Richard Gere e personaggi che, a suo giudizio, lavorerebbero per attuare il "piano Kalergi". In un post pubblicato ieri Lo Monaco prendeva di mira l'attore americano che aveva visitato i migranti salvati dalla Open Arms. "Io non chiamerei Richard Gere neanche il mio barboncino…", scriveva. Nel post di oggi il giovane si scagliava inoltre contro i "massoni" infiltrati in molti settori, i "poliziotti corrotti" e i giudici che con facilità scarcerano spacciatori.