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16 Febbraio 2021
12:49

Pescara, costringe la figlioletta a subire violenze dai pedofili per denaro

Violenze sessuali per anni su una bambina con il consenso e, a volte, la compiacente presenza della madre. È accaduto a Pescara tra il 2010 e il 2019. I due abusatori oggi hanno 67 e 91 anni oggi sono finiti davanti al gup di Pescara con l’accusa di violenza sessuale. La madre della vittima, invece, si è suicidata poco dopo che la figlia aveva interrotto la spirale di violenze.
A cura di Angela Marino
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Violenze sessuali per anni su una bambina con il consenso e, a volte, la compiacente presenza della madre. È accaduto a Pescara tra il 2010 e il 2019. I due abusatori oggi hanno 67 e 91 anni oggi sono finiti davanti al gup di Pescara con l'accusa di violenza sessuale. Al più anziano sono è stata contestata anche l'accusa di atti persecutori per aver vessato la vittima dopo che quest'ultima aveva troncato i contatti. Nessuna conseguenza legale per la madre della vittima deceduta ormai da anni per suicidio.

Sarebbe stata proprio la madre della piccola, prostituta con una dipendenza dalle droghe a offrire la bambina ai due pedofili in cambio di una somma di denaro e a costringere la piccola ad avere rapporti sessuali completi con il 91enne. Secondo la procura, la donna sarebbe arrivata addirittura a prelevare la bimba a casa dei nonni per portarla in luoghi appartati dove la piccola veniva abusata ‘con la compiacente presenza della madre'.

Le violenze si sono protratte per circa otto anni – con cadenza settimanale – dai nove anni della vittima ai diciassette, quando la ragazza ha trovato il coraggio di ribellarsi. È accaduto solo poco prima che sua madre si togliesse la vita. Dopo l'interruzione dei contatti il 91enne ha iniziato a perseguitare la ragazza chiamandola centinaia di volte al giorno, pur senza ottenere risposta e appostandosi nei luoghi da lei frequentati. Davanti alla scuola, all'autoscuola dove stava per prendere la patente, per strada: l'anziano era ormai diventato una spaventosa presenza fissa.

Dopo che il giudice aveva emesso un divieto di avvicinamento, le indagini hanno fatto luce su quanto raccontato dalla ragazza. Non solo l'esame del cellulare ha potuto confermare i suoi racconti, ma anche il parere della psicologa dei servizi sociali e la parola di alcuni testimoni, hanno finito per completare un quadro già gravissimo per l'imputato 91enne. Toccherà ora al gup decidere se mandarlo a processo.

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