Perizia sul telefono di Fakir, al vaglio le chat degli ultimi 7 mesi: “Con chi ha parlato prima del fermo?”

Si cercano elementi utili alle indagini sul cellulare di Abderrahim Fakir, morto il 19 luglio durante un fermo di polizia a Bologna. La Procura di Bologna ha incaricato l’ingegnere Giuseppe Ferraro per procedere con l'attività investigativa sul telefono del 42enne: verranno analizzati i contenuti presenti nel cellulare da gennaio 2026 fino al giorno del decesso. Ma cosa si cerca nei messaggi degli ultimi sette mesi utili alle indagini?
Si cercherà di capire, tramite eventuali messaggi o immagini, perché quel giorno Fakir si trovava nel quartiere Pilastro e se c'è la conferma di qualche suo disturbo psichiatrico. Il 19 luglio infatti la polizia era stata allertata da alcuni residenti della zona per segnalare un uomo in escandescenza. I video di quei momenti aiuteranno gli inquirenti a ricostruire nei minimi dettagli quanto accaduto. A Fanpage.it l'avvocato dei due poliziotti, il legale Gabriele Bordoni: "Bisognerà cercare di capire perché si trovava lì e con chi ha parlato. Faranno una analisi più ampia per avere un quadro più analitico nel tempo, ma poi la concentrazione massima sarà negli ultimi momenti per capire chi potrebbe avere contattato e incontrato. E per capire eventuali cessioni". Tra le ipotesi infatti c'è quella che Fakir potrebbe essere andato in via Svevo e avrebbe fatto uso di droga, stando allo stato di alterazione mostrato nei minuti successivi. Per ora queste sono solo ipotesi, bisognerà infatti attendere i risultati degli esami tossicologici – che arriveranno tra qualche settimana – per avere le prime conferme.
L’avvocato della famiglia di Fakir, Fabio Anselmo, tiene subito a precisare: "Voglio evitare che tutti i fatti personali di Fakir diventino oggetto di talk show e di discussione televisiva e che venga, diciamo, infangata la sua memoria e che si realizzi ciò che la Cedu vieta, cioè è una vittimizzazione secondaria, oltretutto di un morto che non si può difendere". A Fanpage.it ha sottolineato inoltre che il 19 luglio in via Svevo Fakir non aveva con sé il cellulare.
Il legale Anselmo inoltre ha chiesto che per una eventuale qualsiasi estensione delle analisi sia possibile solo dopo il nulla osta della famiglia. Intanto tutte le parti coinvolte hanno nominato un loro consulente: ovvero l’ingegnere Sergio Civino per la famiglia e l’ingegnere Spalletti per i due agenti di polizia. Nessun consulente è stato nominato invece dall'avvocato Mario Simoni, che assiste invece i quattro sanitari che insieme ai due poliziotti erano presenti in via Svevo il 19 luglio. I sei sono iscritti nel registro delle annotazioni preliminari della Procura di Bologna. Per la prima volta in Italia si è attivato nei loro confronti lo scudo penale introdotto dal recente decreto sicurezza. Non risultano quindi indagati.
Ora nei prossimi 60 giorni si procederà con questo esame sul telefono della vittima. Per l'avvocato Anselmo si tratta di "un esame molto delicato”.