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Per Crisanti la variante indiana Covid è problematica: “Non sappiamo se i vaccini la bloccano”

Per Andrea Crisanti, professore di microbiologia all’Università di Padova, “la variante indiana pone delle problematiche, perché ha una diffusione molto elevata. Ora si stanno facendo degli esperimenti per capire se i vaccini la bloccano, ma al momento ancora non lo sappiamo. Quarta ondata? Dipende dalla capacità di vaccinare”.
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A cura di Ida Artiaco
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"La variante indiana pone delle problematiche, perché ha una diffusione molto elevata. Ora si stanno facendo degli esperimenti per capire se i vaccini la bloccano, ma al momento ancora non lo sappiamo". Andrea Crisanti, professore di microbiologia all'Università di Padova, ha fatto il punto della situazione Covid-19 in Italia, parlando di riaperture, di una possibile e futura quarta ondata della pandemia e della circolazione della variante indiana, che secondo l'Oms è stata individuata in 17 Paesi del mondo, Italia inclusa. Si tratta di due soggetti, appartenenti allo stesso nucleo familiare, residenti in Veneto e di ritorno proprio dall'India. Parlando dell'andamento del contagio, l'esperto ha spiegato intervenendo a Un Giorno da Pecora su Radio Rai: "Penso che l'Rt ritornerà ad 1, così significa che il numero dei casi non cresce e non diminuisce. Se l'Rt aumenta a più di 1 c'è da preoccuparsi, se invece si riesce a tenere sotto quella cifra si può esser soddisfatti".

Per quanto riguarda una possibile quarta ondata della pandemia, Crisanti ha specificato che "siamo di fronte ad una corsa nella quale da una parte c'è il virus e dall'altra a nostra capacità di vaccinare". Non è la prima volta che l'esperto parla proprio di quarta ondata. In una intervista a La Stampa aveva già evidenziato che "l'intensità di un'evitabile ulteriore ondata dipenderà dal ritmo della vaccinazione e dall'azione della variante inglese o di altre mutazioni, come quella indiana. Proprio queste temibili novità avrebbero richiesto maggiore prudenza. Si sarebbe dovuto seguire l'esempio dell'Inghilterra, che solo dopo aver vaccinato il 70 per cento della popolazione si è permessa timide riaperture. Il contagio va diminuito molto di più prima di alleggerire le misure, altrimenti senza tamponi e tracciamento riparte in poche settimane. Si riapre senza aver messo in sicurezza il Paese e confidando nella bella stagione, dimenticando che l'anno scorso venivamo da forti chiusure e che la vita all'aria aperta può solo mitigare il contagio".

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