Lo scandalo pedofilia nella Chiesa polacca vede ora tra gli accusati anche lo storico segretario di Papa Giovanni Paolo II, il cardinale Stanislaw Dziwisz. Ad accusarlo è Janusz Szymik, vittima di abusi per molti anni. Le molestie sarebbero state opera del sacerdote Jan Wodniak. La vittima ha riferito di aver scritto al cardinale più volte nel 2012, quando era titolare della diocesi di Cracovia, per denunciare le violenze subite tra il 1984 e il 1989. Non ebbe mai risposta, però. "Il cardinale Dziwisw avrebbe potuto denunciare l'intera faccenda al Vaticano, ma non lo fece" ha dichiarato a Ncr l'avvocato canonico Piotr Szelag.

In Polonia sono stati tantissimi i casi denunciati che però non hanno mai visto una vera risoluzione in termini di giustizia. Il fenomeno è talmente grave che Gniezno Wojciech Polak, delegato dell'Episcopato per la protezione dei minori, si è appellato alla Santa Sede (in particolare a Papa Francesco) per chiedere di avviare procedure contro i vescovi insabbiatori. Si tratta di una richiesta che ha fatto scalpore perché diretta testimonianza del fatto che esistono complici indiretti degli abusi già all'interno della Chiesa.

La pedofilia nella Chiesa polacca

Non solo l'Episcopato, anche i fedeli si appellano a Bergoglio per una soluzione: 635 persone hanno inviato un appello che diverse testate nel mondo hanno poi pubblicato. Nel 2019, il Papa a seguito di un summit sulla pedofilia convocato in Vaticano, ha reso obbligatorio in una lettera apostolica che i preti riferissero casi di abusi sessuali ed eventuali insabbiamenti, ma da allora non molto sembra essere cambiato. Nel marzo del 2019 la Chiesa polacca ha ammesso che negli ultimi 30 anni quasi 400 membri del clero hanno abusato sessualmente di minori. Molti più casi non sono ancora stati denunciati e tanti altri non lo saranno mai: si tratta, quindi, di un fenomeno sommerso la cui rilevanza è di dimensioni inimmaginabili se i soli casi dichiarati in 30 anni colpiscono circa 400 esponenti del mondo ecclesiastico.