Si è svolta ieri al Cairo l'udienza per Patrick Zaki, lo studente egiziano dell'Università di Bologna arrestato e portato in carcere in Egitto da febbraio per propaganda sovversiva. Oggi si attende l’esito dell’udienza. "Stava facendo uno stage in Italia ed è stato arrestato quando è sceso dall'aereo" al Cairo a febbraio. "Non comprende le accuse mosse contro di lui perché si trova in carcere e quali sono le prove a suo carico": così una legale di Zaki riferendo cosa ha detto lo studente in aula. Patrick ha chiesto al giudice "di accertarsi se i documenti all'origine delle accuse sono realmente attribuibili a lui" e, in caso contrario, di "scagionarlo", ha riferito Hoda Nasrallah parlando con l'Ansa davanti al tribunale e riferendosi ai dieci post su Facebook di controversa attribuzione su cui si basa l'accusa di propaganda sovversiva.

Avvocata Zaki pessimista sull'esito dell'udienza

L’avvocato ha detto di sperare nella scarcerazione dello studente di Bologna ma al contempo ha avvisato che una frase pronunciata dal giudice durante l'udienza lascia prevedere un nuovo prolungamento della detenzione: "Spero che venga rilasciato ma non lo prevedo perché è stato sollevato il problema dei libri e il giudice ha risposto ‘mi presenti una domanda'. Questo significa che Patrick rimarrà in prigione", ha detto Hoda Nasrallah all'Ansa.

Zaki in carcere da febbraio, scarcerati tre dirigenti della ong con cui collaborava

Ieri, davanti al complesso di un'Accademia di polizia all'interno della quale si è svolta l'udienza hanno sostato una decina di attivisti egiziani che hanno seguito il caso. La sessione all'interno della quale era inserita l'udienza di Patrick Zaki era stata convocata per le 12 ma l'avvocatessa è uscita dal complesso poco prima delle 17. Come altre in precedenza, l’udienza per Zaki sarebbe durata una ventina di minuti. Nei giorni scorsi sono stati scarcerati tre dirigenti dell’ong Eipr per cui lavorava lo studente.