Ana Maria Di Piazza, la 30enne sgozzata dal compagno Antonio Borgia il 23 novembre a Partinico, in Sicilia, aspettava un bimbo da tre mesi. Lo confermano i primi esiti dell'autopsia effettuata all'istituto di medicina legale del Policlinico. Come aveva gridato disperata per salvare la vita a se stessa e al proprio bambino, mentre Borgia la inseguiva armato di bastone e coltello, Ana era incinta. Mentre si attendono gli esiti completi dell'esame medico legale sul corpo della ragazza, è giunta notizia che l'arresto a carico di Borgia è stato confermato. Il gip, infatti, ha accolto le richieste del procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e del sostituto Chiara Capoluongo che coordinano le indagini condotte dai carabinieri e ha confermato per il 52enne la misura cautelare.

Ana ha ricevuto dieci coltellate, di cui una, fatale, alla gola. Il suo corpo insanguinato è stato ritrovato sulla Statale 113 a Partinico. L'aggressione è cominciata all'interno di un furgone, dove Borgia si è avventato contro la ragazza dopo che questa gli aveva comunicato di essere incinta. Secondo quanto riferito dal 51enne ai carabinieri e al magistrato la giovane gli avrebbe fatto anche una richiesta di denaro. Ana è riuscita a scappare ed è stata vista da alcuni testimoni mentre fuggiva, con il volto insanguinato, da Borgia, che correva senza pantaloni. Una telecamera di videosorveglianza di un'abitazione in zona ha ripreso la ragazza mentre urlava ‘Fermati, sono incinta, io ti amo!'.  A nulla sono valse le suppliche della ragazza, che una volta raggiunta, è stata finita dal Borgia. Per il giorno del suo funerale, a Giardiniello (Palermo) verrà proclamato il lutto cittadino. La ragazza lascia un figlio di 11 anni.