È andata in onda questa sera una intervista in esclusiva mondiale di papa Francesco al Tg5. Nel colloquio con il giornalista Fabio Marchese Ragona, avvenuto nella residenza Santa Marta in Vaticano, papa Francesco ha affrontato vari temi come la pandemia, come è cambiata la vita col virus, il vaccino anti-Covid, i disordini negli Stati Uniti, l’aborto, la politica. Parlando di politica, Bergoglio ha ricordato l’importanza, in questo tempo, di giocare per l’unità. “La classe dirigenziale ha il diritto di avere punti di vista diversi e di imporre la propria politica. Ma in questo tempo si deve giocare per l'unità, sempre”, ha detto il Pontefice nel corso dell’intervista al Tg5. "In questo tempo – ha aggiunto Bergoglio – non c'è il diritto di allontanarsi dall'unità. La lotta politica è una cosa nobile, ma se i politici sottolineano più l'interesse personale all'interesse comune, rovinano le cose”. La classe dirigenziale tutta, secondo il Papa, non ha il diritto di dire “Io”: “Si deve dire ‘Noi' e cercare un'unita davanti alla crisi. Passata la crisi ognuno ritorni a dire ‘Io', ma in questo momento, un politico, anche un dirigente, un vescovo, un sacerdote, che non ha la capacità di dire ‘noi' non è all'altezza. Deve prevalere il ‘Noi', il bene comune di tutti. L'unità è superiore al conflitto”. Per papa Francesco, “i conflitti sono necessari, ma in questo momento devono fare vacanze. Bisogna sottolineare l'unità, del paese, della chiesa e della società”.

Papa Francesco e l'emergenza coronavirus

Parlando del coronavirus Bergoglio ha ricordato l’estate “libertina” dei vacanzieri di tutto il mondo. Alla domanda relativa al fatto che in tanti hanno approfittato del lockdown per partire: "Questo è uno scandalo perché non si pensa più agli altri e alla comunità. In più è stata anche una mossa suicida. Con le spiagge piene, il contagio lì è stato terribile. È successo anche da noi, mi ricordo quest’estate che la gente non se n’è curata molto. Ma dall’altra parte io capisco le persone. Pensiamo a una famiglia con due figli che vive in un appartamento, non è una situazione facile con il lockdown".

Il tema dell'aborto affrontato da papa Francesco

Papa Francesco è tornato anche sul tema dell’aborto. “È giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Uno che uccida la vita umana? Questo è il problema dell’aborto. Scientificamente e umanamente. Non immischiare le religioni, che vengono dopo, ma non è da perdere la coscienza umana”, le sue parole. "Il problema della morte – osserva Francesco – non è un problema religioso: è un problema umano, pre-religioso, è un problema di etica umana. Poi le religioni lo seguono, ma è un problema che anche un ateo deve risolvere in coscienza sua. Io faccio due domande a una persona che mi fa pensare a questo problema. Io ho il diritto di fare questo? La risposta scientifica: la terza settimana, quasi la quarta, ci sono tutti gli organi del nuovo essere umano nel grembo della mamma, è una vita umana. Io faccio questa domanda: è giusto cancellare una vita umana per risolvere un problema, qualsiasi problema? No, non è giusto”.