Paga 100mila euro per non far diffondere le sue foto intime, poi si getta dal balcone: salva in Liguria
Aveva pagato 100mila euro per evitare che foto e video intimi venissero diffusi. Quando però è arrivata l'ennesima richiesta di denaro, non ce l'ha fatta più e si è lanciata dal terzo piano della sua casa nell'entroterra del Levante ligure. Protagonista una donna che fortunatamente è sopravvissuta alla caduta e il cui dramma è stato scoperto nei giorni scorsi; è stato proprio l'intervento dei soccorritori e le successive verifiche degli inquirenti a scoperchiare l'inferno in cui viveva da mesi.
Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Genova, sono partite dall'analisi dello smartphone della donna, una 50enne della provincia. L'estrazione dei dati e dei messaggi ha mostrato una lunga sequenza di minacce ed estorsioni legate al materiale intimo. Da lì si è risaliti all'identità del presunto responsabile: un coetaneo e conoscente della vittima, ora indagato con l'accusa di estorsione. I magistrati stanno valutando anche l'ipotesi di reato di istigazione al suicidio, considerando la correlazione diretta tra il pressing economico e il tentativo della donna di togliersi la vita. L'udienza preliminare è in programma la prossima settimana.
La vicenda riaccende i riflettori su un fenomeno in costante espansione in Italia, quello della sextortion. Stando alla Relazione 2025 della Polizia Postale, nell'ultimo anno sono stati registrati 1.225 casi di sextortion; nonostante l'89% delle vittime sia di sesso maschile (nel 2024 i casi totali erano stati 1.507, di cui 1.295 riguardanti uomini, rispetto ai 1.122 del 2021), le dinamiche cambiano quando ad essere colpite sono le donne. In questi contesti le richieste sfociano con maggiore frequenza in estorsioni di somme ingenti o nella coercizione a produrre ulteriore materiale esplicito.