Operaio 22enne muore incastrato nel macchinario, collega ferito tentando di salvarlo: tragedia sul lavoro a Padova

Terribile tragedia sul lavoro oggi nell’hinterland di Padova dove un operaio di 22 anni è morto tragicamente dopo essere rimasto incastrato nel macchinario su cui stava operando in un capannone industriale a Selvazzano Dentro. Il dramma si è consumato nelle prime ore di lunedì 23 marzo, intorno alle 08:00, durante il turno mattutino in un’azienda specializzata nella lavorazione dei metalli.
Secondo quanto ricostruito finora, la vittima, un giovane operaio senegalese residente a Padova, era impegnato nel rabbocco del fluido di un macchinario dell’azienda in cui è impiegato quando è avvenuta la tragedia. Il lavoratore pare si stesse occupando del taglio delle lamiere utilizzando un macchinario per lo srotolamento e la cesoiatura quando si sarebbe accorto della mancanza di fluido lubrificante necessario al funzionamento dell’apparecchio.
Nel tentativo di rabbocco, però, per motivi ancora da accertare, il 22enne sarebbe stato risucchiato dagli ingranaggi rimanendo incastrato all'interno di un cilindro, dove è morto all'istante a causa delle gravissime lesioni riportate. Una scena terribile che si è consumata davanti a un collega che si è subito lanciato in suo soccorso tentando di strapparlo a morte certa e rimanendo ferito a sua volta senza riuscire però a salvarlo.
Sul posto sono intervenuti successivamente anche i sanitari del Suem 118 e i vigili del fuoco che però non hanno potuto fare nulla per il 22enne se non accertarne il decesso sul posto. Trasportato in ospedale invece il collega che ha riportato lesioni alla mano destra. Sul luogo dell’incidente mortale sul lavoro sono accorsi anche i Carabinieri che hanno avviato subito le indagini per accertare i fatti effettuando i rilievi di legge e ascoltando i presenti.
Nella fabbrica padovana è intervenuto infine anche il personale dello Spisal, il Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Asl a cui spetta il compito di verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
"Un evento drammatico che colpisce non solo per la giovane età della vittima, ma per la dinamica che riporta drammaticamente l'attenzione sull'assenza di procedure di sicurezza elementari". Lo dichiarano in una nota Gianluca Badoer, segretario generale della Cgil di Padova e Marco Galtarossa, segretario confederale con la delega alla sicurezza. "Una tragedia che ci riempie di amarezza e di una rabbia profonda. Non è accettabile che nel 2026 si possa ancora morire perché si interviene su un impianto in movimento: si tratta di un errore procedurale gravissimo che è la negazione stessa della cultura della sicurezza e della formazione. Con questo gravissimo episodio Padova conferma la sua ‘maglia nera' in Veneto, con tre infortuni mortali registrati in meno di tre mesi, un dato che ci colloca stabilmente in ‘zona rossa' per rischio di mortalità" proseguono i sindacalisti , aggiungendo: "Sono numeri dietro i quali ci sono delle vite umane, persone che una mattina sono uscite per andare al lavoro senza poi mai fare ritorno a casa, lasciando vuoti incolmabili nelle loro famiglie e comunità". "Oltre all'istituzione di una Procura speciale, è fondamentale sbloccare immediatamente le assunzioni allo Spisal: con l'attuale carenza di personale è fattivamente impossibile garantire non solo l'attività repressiva, ma soprattutto quella di prevenzione e affiancamento alle imprese" concludono Badoer e Galtarossa.