“Mi sento non considerato, ignorato e calpestato". Inizia così la lettera che Massimo Giuseppe Bossetti ha fatto arrivare alla trasmissione ‘Iceberg Lombardia' lettera dopo aver appreso la decisione della Corte D’Assise di Bergamo che non sarà possibile per i suoi legali procedere a nessun tipo di analisi dei reperti che lo hanno condannato all'ergastolo per la morte di Yara Gambirasio. "Qualcuno – continua il muratore di Mapello – si interfacciasse e mi spiegasse come io mi possa difendere se non mi vengono date le giuste cause per poterlo fare, a maggior ragione chiudendomi sempre più tutte le possibili porte. In tutto questo tempo non ho mai preteso né voluto essere assolto, ma ho sempre a gran voce gridato a tutti che mi venisse data la ripetizione di quel benedetto esame scientifico. Affinché con certezza assoluta io possa garantire l’esatto contrario di quanto vergognosamente continuano a volermi ingiustamente attribuire".

La lettera di Bossetti

"Questa giustizia – si legge ancora nella dichiarazione Massimo Bossetti – non solo mi ha completamente rovinato la vita, ma mi ha pure strappato e portato via quasi tutto di caro mi tenevo al mio fianco. Ѐ come se mi trovassi in cima sull’orlo di un precipizio che non mi da nessuna certezza su quale strada io debba imboccare nel percorrere per evitare questa mia lunga agonia ma soprattutto per togliere le sofferenze dei miei cari. Nonostante tutto dovendo assorbire colpo su colpo, continuo con la speranza che mi venga concessa la ripetizione di un esame scientifico. Non è mia intenzione nel volermi arrendere, né desistere un solo attimo, gridando con tutto il fiato che ancora mi rimane. Per la semplice ragione che in me sussiste la consapevolezza di essere innocente”. La lettera integrale verrà diffusa dalla trasmissione nella puntata di stasera 10 giugno in onda a partire dalle 20.30 su Telelombardia.

Nessun nuovo processo per il caso dell'omicidio di Yara Gambirasio

I giudici della Corte d’Assise di Bergamo hanno valutato che sui reperti usati per la condanna definitiva di Massimo Bosetti per l’omicidio della 13enne Yara Gambirasio “è già è tutto chiaro” e un loro ulteriore esame sarebbe solo un quarto grado di giudizio. Per la corte tutti i dubbi espressi dagli avvocati “hanno trovato razionale spiegazione nelle sentenze”. Motivo per cui non ci sarà nessun nuovo processo .