Simona Floridia, 17 anni, studentessa del liceo classico, scompare la sera del 16 settembre del 1992. L'ultimo a vederla è Andrea Bellia, amico dell'ex di Simona, che racconta di aver fatto un breve giro in scooter con lei prima di riaccompagnarla. Dal giorno della scomparsa e per gli anni successivi si continua a cercare Simona viva, ma di lei nessuna traccia.

I genitori di Simona:"Vogliamo giustizia"

"Quella sera Simona ero uscita allegra – racconta Luciana, madre di Simona – aveva parlato con le amiche per poter organizzare la festa del suo diciottesimo anno, un pomeriggio sereno allegro, passato con le amiche e poi io il ritorno che non c'è stato. Sono 28 anni che si lotta per fare riaprire casi, tante volte chiusi, per fare luce su quello che è un silenzio assoluto da parte di tutti, perché, è chiaro, che in questa città qualcuno sa perché non c'è una voragine che ha risucchiato Simona dentro la terra, quindi ci sono sicuramente dietro questa scomparsa reati gravi. Simona – continua la madre – aveva amicizie di una ragazzina di 17 anni, le sue compagne di scuola oppure coetanei, qualche amico come questo tizio Bellia di cui io non sapevo chi fosse, ma più che amico era il fidanzato di una sua amica. Conclude la madre – "Io cerco la verità perché una madre non può essere inerme di fronte a questi silenzi". Dire un rapporto unico, splendido forse è poco – ha detto Salvatore, padre di Simona – poi l'affetto di una figlia che è la tua vita. Qualcuno sa – continua Salvatore – per noi è una tragedia non avere la certezza di quello che è successo a mia figlia perché per il carattere di Simona la sua scomparsa non è dovuta sicuramente alla sua volontà. Conclude – Non abbiamo altre speranze, cerchiamo la verità per avere la certezza e sapere dove si trova Simona".

Il mistero svelato dopo 25 anni

Sembrava che non ci fossero più speranze di risalire a quanto accaduto quando il legale della famiglia, l'avvocato Giuseppe Fiorito, ha fatto una sconcertante scoperta, una registrazione telefonica. Un amico del Bellia racconta alla propria fidanzata come Bellia, dopo un incidente che lo aveva portato a credere di essere in punto di morte, gli aveva confessato di essere l'assassino di Simona. Grazie alla testimonianza registrata confermata anche in sede di incidente probatorio, Bellia è stato rinviato a giudizio. Secondo la ricostruzione dell'accusa il giorno in cui Simona è scomparsa l'avrebbe portata a Monte San Giorgio dove sarebbe scoppiata una lite al culmine della quale Bellia l'avrebbe gettata da una scarpata. Bellia tuttavia si è sempre professato innocente. Per la difesa, infatti, dopo la passeggiata in Vespa, Bellia avrebbe riaccompagnato Simona al centro, lasciandola viva vicino a un bar. È iniziato il processo al 45enne Andrea Bellia, accusato di avere ucciso 26 anni fa la 17enne Simona Floridia, il cui corpo non è stato trovato. Il procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, gli contesta l'omicidio volontario premeditato. Secondo le ipotesi d'accusa l'uomo avrebbe gettato la ragazza da un dirupo. Simona Floridia scomparve la sera del 16 settembre del 1992 da Caltagirone.

Documento chiave scoperto dall'avvocato

Bellia si dichiara innocente e la data dell’udienza è fissata al 16 febbraio 2021. "Facendo una ricostruzione criminologica di tutta la vicenda nel caso Floridia ed esaminando tutti i vari aspetti della vicenda – dice il legale Giuseppe Fiorito – non si è fatto altro che ripercorrere quello che è stato il tragitto dell'ultima sera, compiuto da Simona, ma soprattutto chi è stata l'ultima persona che ha visto Simona quella sera". "Vogliamo una verità dei fatti che venga trovato il colpevole e non un colpevole e trovare la verità di ciò che accadde quella famosa sera della scomparsa di Simona Floridia". E’ stato il legale della famiglia Floridia, l’avvocato Giuseppe Fiorito, nello svolgere attività di indagini, a scoprire la registrazione di una telefonata tra un amico dell’imputato che alla propria fidanzata rivela come Bellia, dopo un incidente, pensando di essere a rischio vita, gli aveva confessato di essere stato lui l’autore del delitto.

La trascrizione della conversazione fa riaprire l’inchiesta e l'amico di Bellia, sentito durante un incidente probatorio per cristallizzare le sue dichiarazioni, conferma quando aveva detto alla fidanzata al telefono. Ricostruzione che Bellia smentisce categoricamente, dichiarandosi innocente. "Siamo nella fase in cui vengono ascoltati i testimoni quello che è emerso è una figura nitida di Simona, una persona pulita, una ragazza solare come l'hanno descritto dei ragazzi che l'hanno conosciuta una ragazza solare che aveva voglia di vivere. Agli atti è presente una registrazione di una telefonata molto importante, che è stata acquisita con l'incidente probatorio. Sono stati sentiti i soggetti principali di quella telefonata i quali hanno confermato pienamente quanto veniva riferita in quella telefonata, altri elementi di riscontro poi siano stati rinvenuti hanno fatto sì che la procura potesse avvalorare la tesi difensiva e quindi portare avanti quella che è la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del soggetto che oggi è processato. Bellia si dichiara innocente e la data dell’udienza è fissata al 16 febbraio 2021.