Omicidio Sergiu Tarna: fermato presunto killer, sarebbe un vigile urbano. “Ha provato a fuggire in Spagna”

Una svolta attesa e, per molti versi, inaspettata segna l’inchiesta sull’omicidio di Sergiu Tarna, il giovane barista di 25 anni trovato morto il 31 dicembre in un terreno agricolo alla Malcontenta di Mira, nel Veneziano. Nella mattinata di oggi, 8 gennaio, i carabinieri hanno fermato il presunto autore del delitto: secondo quanto anticipato da vari giornali locali, si tratterebbe di un agente della polizia locale di Venezia. Si tratta di S.R., 35 anni, che avrebbe utilizzato la pistola d’ordinanza per uccidere Tarna. La notizia, ancora in attesa di una conferma ufficiale nel corso della conferenza stampa convocata in procura, potrebbe rappresentare un punto di svolta decisivo dopo giorni di indagini complesse e riservate.
Il corpo del 25enne era stato scoperto casualmente nella tarda mattinata del 31 dicembre, disteso tra l’erba secca dei campi lungo via Pallada, non lontano dal Naviglio del Brenta. Indossava ancora gli abiti da lavoro da cameriere e aveva con sé documenti e pochi effetti personali. La ferita alla testa, compatibile con un colpo d’arma da fuoco alla tempia, non lasciava dubbi sulla natura violenta della morte, anche se fin dalle prime ore restavano aperti interrogativi su dinamica, tempi e movente.
Gli inquirenti hanno lavorato su più fronti, analizzando le frequentazioni del giovane, le ultime ore prima della scomparsa e le immagini delle poche telecamere presenti in una zona agricola isolata e poco battuta. Sergiu Tarna, di origini moldave, viveva e lavorava a Mestre, dove era conosciuto come un ragazzo educato e riservato. Da almeno due anni era impiegato nel bar “Alla Moretta”, nel centro cittadino, e veniva descritto da colleghi e clienti come una presenza discreta, sempre in camicia bianca e papillon.
Negli ultimi mesi, però, attorno al locale si erano verificati diversi episodi di tensione, culminati a metà novembre in una violenta rissa che aveva coinvolto anche la titolare. Quei fatti avevano portato a denunce, arresti e alla sospensione temporanea della licenza del bar, aprendo uno scenario più ampio di relazioni e conflitti finiti ora al vaglio degli investigatori.
L’arrestato è originario di Chioggia e in passato aveva lavorato come vigilante privato; negli ultimi anni era tornato in servizio a Venezia dopo un periodo di aspettativa. Nei primi giorni del 2026 non si era presentato al suo turno da vigile urbano, e dopo incroci di dati e testimonianze i carabinieri hanno individuato il sospetto. Sarebbe stato rintracciato in un casolare vicino al luogo del delitto. Secondo le prime informazioni, l’uomo avrebbe tentato di fuggire in Spagna, ma un guasto all’auto e un contatto telefonico con il padre hanno permesso ai carabinieri di localizzarlo.

L’arresto di oggi, se confermato, apre interrogativi delicati, soprattutto per il ruolo rivestito dalla persona fermata. Resta da chiarire il movente, così come il legame tra il presunto assassino e la vittima. Domande a cui, nelle prossime ore, gli inquirenti dovranno dare risposte.