Pierluigi Barbieri ha confessato l'omicidio di Ilaria Fabbri, la 46enne di Faenza sgozzata nella sua abitazione all'alba del 6 febbraio scorso in via Corbara. La donna è stata uccisa nella sua abitazione mentre in casa vi erano solo lei e la fidanzata della figlia, rimasta a dormire a casa della 46enne mentre la compagna era in viaggio con il padre per andare a comprare un'auto. L'uomo avrebbe confessato in tribunale a Ravenna per l'interrogatorio di garanzia. 

Ha risposto a tutte le domande, ammettendo completamente i fatti. Alle 14 Claudio Nanni sarà ascoltato nell'aula del tribunale di Ravenna per l'interrogatorio di garanzia. L'accusa per Nanni e Barbieri è la stessa: omicidio volontario in concorso. Le aggravanti sono invece diverse: per entrambi le indagini hanno confermato la premeditazioni, ma sul resto Nanni dovrà rispondere dei motivi abbietti per l'omicidio commissionato. Barbieri è stato indicato come esecutore materiale, mentre a Nanni si imputa il ruolo di mandante-basista e cooperatore materiali. La confessione di Barbieri potrebbe fargli sperare in un'attenuante per il comportamento processuale. La posizione peggiore davanti alla giustizia, al momento, è quella di Nanni.

Le paure registrate nella telefonata

Nel corso della telefonata che Arianna avrebbe fatto alla fidanzata in viaggio verso Milano, poco dopo l'omicidio di Ilenia, la ragazza avrebbe chiesto al padre di invertire la rotta e di raggiungere Faenza il prima possibile. L'uomo si è mostrato visibilmente preoccupato, mentre Arianna avrebbe mantenuto la lucidità. Nanni non sapeva della presenza della ragazza in casa con Ilenia e ha continuato a guidare a velocità sostenuta secondo gli inquirenti. La figlia lo avrebbe incitato più volte ad andare più veloce, ma lui avrebbe continuato a ripetere di essere spaventato.

Quando la 20enne ha consigliato alla fidanzata di salire al piano di sopra per vedere cosa stesse accadendo, Nanni avrebbe invece intimato alla giovane di restare nella sua stanza. "Cosa devo dirle? Di andare al piano di sopra e farsi ammazzare pure lei?" avrebbe detto. La giovane non ha pensato (giustamente in quella circostanza secondo gli inquirenti) che la vita della madre e della fidanzata fossero in pericolo. Secondo gli inquirenti, Nanni doveva dare il tempo all'aggressore di completare il lavoro e uscire senza essere visto. Soprattutto, doveva evitare la stessa sorte alla fidanzata di sua figlia.

La "ricompensa" per l'omicidio

Barbieri avrebbe detto nell'interrogatorio che gli erano stati promessi per l'omicidio 20mila euro e un'auto. I 2.200 euro sequestrati nel suo appartamento al momento dell'arresto non avevano alcuna relazione con il delitto. Ha confessato di essere l'esecutore materiale dell'omicidio, ma sostiene di non aver ricevuto il denaro sequestrato in seguito alla morte della donna. La ricompensa che avrebbe dovuto ottenere sarebbe arrivata dopo e sarebbe stata, secondo quanto da lui dichiarato, molto più importante di quella cifra.