5 Marzo 2021
16:17

Omicidio di Rossella Placati a Bondeno, l’autopsia per scoprire la dinamica del delitto

Disposta l’autopsia sul corpo di Rossella Placati, la donna di 51 anni trovata morta nella sua abitazione di Bondeno lunedì 22 febbraio. Non sono ancora state ritrovate le armi del delitto mentre il compagno Dario Saveri si dichiara estraneo ai fatti. Lui, unico sospettato, avrebbe tentato il suicidio in carcere.
A cura di Gabriella Mazzeo

Si indaga per capire l'ora del decesso e la dinamica del delitto oltre che la causa e la letalità delle ferite riportate alla testa e al petto da Rossella Placati, la 51enne di Bondeno trovata morta nella sua abitazione lunedì 22 febbraio. Per lei è stata disposta l'autopsia nella giornata di ieri 4 marzo. In carcere per il delitto era finito il compagno della donna, artigiano 45enne Doriano Saveri con la quale Rossella aveva deciso di interrompere la sua relazione. L'uomo si era dichiarato estraneo ai fatti, ma aveva detto alle forze dell'ordine di aver abbandonato l'abitazione dopo un litigio e di essere rientrato la mattina presto, trovando il cadavere in una pozza di sangue all'interno dell'appartamento.

Dai risultati dell'autopsia, gli inquirenti vogliono capire la dinamica del delitto. L'orario della morte in particolare sarà un elemento decisivo per confermare la tesi della procura sulla colpevolezza di Saveri: secondo le indagini, solo lui potrebbe averla colpita al capo con un oggetto contundente e l'avrebbe ferita al petto per tre volte con un'arma da taglio. Le armi del delitto non sono mai state ritrovate. Martedì sarà poi la volta di un secondo accertamento tecnico, sempre in incidente probatorio: quello dei cellulari di indagato e vittima. Gli esperti vogliono estrapolare file, chat e ultimi messaggi tra i due per ricostruirne la relazione e le ultime ore prima del delitto. Saveri nel frattempo si trova in ospedale, dove è stato ricoverato in seguito al presunto tentativo di suicidio all'interno della cella. Avrebbe riportato una ferita alla testa, ma non è chiaro se si sia trattato di un gesto volontario o di un episodio accidentale.

Dalle prime indagini sul corpo della vittima fatte subito dopo il ritrovamento del corpo, sembra che la donna sia stata colpita al capo e al torace con un coltello o con un punteruolo. Le armi non sono mai state trovate e Saveri non ha mai confessato: continua a confermare la sua versione dei fatti, quella che lo vuole fuori dall'abitazione fino alle 8.30 del mattino quando ha ritrovato il cadavere massacrato in casa. Secondo gli inquirenti, la ferocia sul corpo della donna è stata tale da rendere il corpo quasi irriconoscibile.

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