Omicidio dell’Eur: Leonelli ha ucciso la colf dopo un raptus di follia

A cura di D. F.
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Le telecamere di sorveglianza dimostrano come l’assassino abbia agito senza nessuna premeditazione.

Cosa ha spinto Federico Leonelli ad uccidere la colf Oksana Martseniuk accoltellandola e poi decapitandola in una villetta di via Birmania, a Roma? Dall'esame dei filmati che hanno ripreso l'assassinio non emerge nessuna premeditazione tra la domestica ucraina e il suo assassino. I due vivevano in zone separate della stessa casa separati e non avevano contatti. Il giorno prima dell'omicidio, 23 agosto, l'ucraina, tornata dalle ferie da pochi giorni, inviò due sms al suo datore di lavoro rappresentando il proprio timore per i coltelli armeggiati dall'ospite del monolocale.

Sono due le telecamere che hanno ripreso il delitto e il video dura pochissimi minuti: in quel breve lasso di tempo si è consumata la tragedia. Le immagini mostrano Leonelli mentre fa a pezzi alcuni indumenti lasciati ad asciugare nei pressi della lavanderia: è qui che arriva Oksana, ancora vestita in pigiama, che quando vede il giovane si spaventa ed inizia a correre. Lui la insegue, la raggiunge e la pugnala ripetutamente, mentre lei tenta di difendersi. Per gli inquirenti i filmati dimostrerebbero che si sarebbe trattato di un raptus di pura follia e non di un omicidio premeditato. I filmati, infatti, dimostrano come non ci sia stata nessuna lite o discussione: una volta uccisa a coltellate, Leonelli trasferisce la donna nella sua stanza e la decapita.

Le immagini successive mostrano l'arrivo degli agenti di polizia e dei vigili del fuoco, il killer che esce armato di coltello e si scaglia contro i poliziotti e questi ultimi costretti ad aprire il fuoco.

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