Omicidio del pakistano a Roma: a Tor Pignattara striscioni di solidarietà con il presunto assassino
Un ragazzo pakistano di 28 anni morto e un'altro, italianissimo, accusato di omicidio. Eppure il quartiere solidarizza con quest'ultimo: è accaduto a Roma, zona Tor Pignattara, prima periferia a est della città non lontana dal Pigneto e da Centocelle. Tre giorni fa Khan Muhamad Shanzad è stato ammazzato a calci e pugni da un 17enne romano. Tutto era nato da una lite: il pakistano aveva sputato all'italiano e quest'ultimo, offeso, aveva reagito con una violenza indescrivibile, ammazzando letteralmente di botte l'altro. Ebbene, ieri molti abitanti del quartiere – popolato da migliaia di immigrati di origine asiatica – hanno deciso di prendere posizione, parteggiando però non con la vittima, bensì con il carnefice. "Siamo con te, Daniel", è stato scritto su un lenzuolo appeso a una rete. A pochi metri di distanza un altro recita: "Ci manchi a tutti".
Eppure in quei luoghi un giovane pakistano pochi giorni fa ha perso la vita la solidarietà sembra essere rivolta al suo presunto assassino. A molti, infatti, bastano le giustificazioni fornite dal 17enne ai carabinieri: "Era ubriaco e molestava i passanti. Mi ha sputato e io gli ho dato un pugno, solo uno". Saranno gli inquirenti a stabilire se le cose siano veramente andate in questo modo. Quello che è certo è che quella sera erano diverse le persone affacciate alla finestra, incuriosite dal trambusto. Alcuni hanno confermato la versione dei fatti raccontata da Daniel: "Il pakistano c'è rimasto secco". Altri, però, riferiscono dettagli inquietanti e qualcuno, "colpevole" di aver chiamato i carabinieri, si è sentito intimare di "farsi i fatti suoi", beccandosi anche dell'"infame" per aver avvertito gli sbirri.