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Omicidio Chiara Gualzetti a Monteveglio
7 Dicembre 2021
17:32

Omicidio Chiara Gualzetti: chiesto giudizio immediato per il 16enne reo confesso

Il baby killer di Chiara Gualzetti ha confessato il delitto compiuto a giugno in Valsamoggia, dicendo di aver sentito “voci” e aver ascoltato dei “demoni”.
A cura di Biagio Chiariello
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Omicidio Chiara Gualzetti a Monteveglio

La Procura per i minorenni di Bologna ha terminato la fase delle indagini per l'omicidio di Chiara Gualzetti, la 15enne uccisa a coltellate vicino all'abbazia di Monteveglio, Bologna, non distante dalla sua casa, lo scorso giugno: è stato chiesto il giudizio immediato per il ragazzino, coetaneo della vittima, accusato dell'omicidio. Il pm Simone Purgato contesta al giovane l'omicidio aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla minore età della vittima.

Il baby killer è capace di intendere e di volere

Nel corso degli accertamenti era stata disposta una consulenza psichiatrica per capire se il 16enne fosse capace di intendere e di volere visto che durante la confessione del delitto resa agli inquirenti rivelò di aver ucciso Chiara dietro la spinta di "voci" e "demoni". Gli accertamenti hanno però respinto la tesi, il giovane è stato giudicato capace di intendere e di volere.

Perché ha ucciso Chiara Gualzetti

Chiara è stata uccisa da un killer con "mancanza di scrupoli, freni inibitori, di motivazioni e segnali di resipiscenza", ha spiegato la magistratura. Un killer, che lei credeva amico e di cui si era invaghita, che dopo averla uccisa con "estrema violenza e determinazione", colpendola ripetutamente con coltellate al collo, al petto e alla gola, e infine prendendola anche a calci, ha mandato messaggi vocali "dal tenore inequivoco" a un'altra amica "cui raccontava quello che aveva commesso". Dopo l'aggressione, aveva abbandonato il corpo della 15enne tra i cespugli, non lontano dall'abitazione dove la ragazzina viveva con i suoi genitori.

Come è stato incastrato l'assassino

Ad incastrare il baby-killer è stato un video, registrato dalle telecamere di sicurezza di casa Gualzetti, e una ciocca di capelli biondi ritrovata nelle mani di Chiara, strappati all'assassino in un estremo tentativo di difesa. Pare che avesse già qualche giorno prima provato a uccidere la giovane "ma assieme a noi c’erano altri ragazzi e ho dovuto rinviare".

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