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5 Marzo 2022
18:12

Omicidio Bolzano, via al processo per Benno Neumair: rischia l’ergastolo per aver ucciso i genitori

È iniziato il processo a carico di Benno Neumair. Per Fanpage.it ho spiegato i disturbi di personalità di cui è affetto ed il perché è stato riconosciuto seminfermo di mente con riferimento all’omicidio del padre e pienamente capace di intendere e di volere con riguardo a quello della madre.
A cura di Anna Vagli
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È iniziato ieri il processo a carico di Benno Neumair, il trentunenne accusato di omicidio aggravato plurimo e occultamento di cadavere dei genitori Laura Perselli e Peter Neumair. La perizia psichiatrica disposta in sede di incidente probatorio aveva riconosciuto il giovane come seminfermo di mente in relazione all’omicidio di Peter. Al contrario, lo aveva ritenuto perfettamente capace di intendere e di volere con riferimento alla condotta posta in essere per uccidere la madre. I legali hanno dichiarato di attendere il dibattimento fiduciosi di far emergere tutte le problematiche psichiatriche. Ma la pena che rischia, ad oggi, è l’ergastolo.

La personalità controversa di Benno Neumair

Benno si è mostrato fin dagli attimi immediatamente successivi alla scomparsa come un soggetto glaciale e totalmente privo di capacità empatiche. Si è impegnato nel tentare di fornire un’immagine sicura e pacata di sé per allontanare qualunque tipo di sospetto. E tenendo per tutta la durata delle ricerche atteggiamenti tutto fuorché collaboranti.

Ha ucciso Laura Perselli e Peter Neumair, i suoi genitori, in qualità di soggetto completamente egocentrico, egoriferito e con spiccati tratti narcisistici. Lo ha fatto perché ha ritenuto questi ultimi responsabili, secondo un distorto punto di vista, di averlo reso incapace di essere e, di conseguenza, di averlo spinto a costruire tutta la propria esistenza sull’apparire. Una personalità sicuramente impulsiva quella di Benno tradita anche nelle interviste rilasciate ai microfoni delle trasmissioni televisive. Durante queste ultime ha infatti maldestramente mostrato picchi ingiustificati di aggressività verbale nel momento in cui gli venivano rivolte domande scomode. Insomma, un giovane uomo con una sfera emozionale e affettiva che gli ha impedito di costruire un "io maturo"  e in grado di comprendere il disvalore delle proprie azioni.

Oltre al già citato disturbo di matrice narcisistica, il duplice omicidio ha preso le mosse da un disturbo antisociale di personalità. Proprio come diagnosticatogli dal pool di periti nominati dal giudice per le indagini preliminari. Ma non solo. Simili disturbi gli erano già stati attribuiti in Germania e quindi in un momento antecedente a quello in cui si è macchiato di parenticidio.

Il movente economico

Sicuramente è stata di tipo economico la spinta che ha portato un giovane ragazzo di trent’anni a macchiarsi di uno tra i più orribili dei delitti. In particolare, il mito del benessere ottenuto senza troppi sacrifici è stato capace di alimentare il conflitto familiare al punto da percepire l’eliminazione fisica di entrambi i genitori come l’unico mezzo per raggiungerlo.

La perizia psichiatrica

Peter Neumair e Laura Perselli
Peter Neumair e Laura Perselli

A seguito delle attività peritali, a cui ho poc’anzi fanno cenno, Benno è stato riconosciuto come seminfermo di mente in relazione all’omicidio di Peter. Al contrario, è stato ritenuto perfettamente capace di intendere e di volere con riferimento alla condotta posta in essere per uccidere la madre.

Come può spiegarsi una simile conclusione? Ebbene, è possibile supporre che il ragazzo, dopo aver ucciso il padre, abbia percepito l’imprescindibilità di uccidere quello che poteva essere un testimone, oltreché sopravvissuto, anche scomodo: sua madre. Laura Perselli si era infatti precipitata a casa in un momento successivo alla consumazione del delitto e quindi doveva essere necessariamente eliminata. E per questo i periti hanno parlato di premeditazione.

Non deve passare un messaggio fuorviante: i disturbi della personalità non sono intermittenti, non vanno e vengono. E allora perché rispetto all’omicidio di Laura si è parlato di premeditazione?

La questione può essere così spiegata. La lucidità che consente di scomodare la premeditazione ha a che fare con le dinamiche con le quali la patologia si manifesta. Più semplicemente, è possibile fare un distinguo tra i momenti in cui un soggetto disturbato agisce perché mosso dalla patologia e i momenti in cui il disturbo si presenta meno invalidante per chi ne è affetto.

Ma la premeditazione troverebbe ampio riscontro anche nell’atteggiamento tenuto da Benno nella fase successiva alla consumazione del duplice omicidio. Fase, quest’ultima, nella quale ha tentato maldestramente di inscenare la scomparsa di Laura e Peter per allontanare ogni sospetto. Un comportamento sicuramente funzionale nell’ottica di attribuire al giovane l’intenzionalità di depistare le indagini.

C’è però a mio avviso un elemento che stride nell’attività di decodifica della personalità di Benno. I periti hanno ritenuto che la lite avuta con il padre abbia svolto il ruolo di detonatore rispetto ai disturbi che affliggono quest’ultimo. Tuttavia, la lite di cui parlano non ha trovato alcun riscontro oggettivo negli atti d’indagine. Difatti, il litigio in parola è stato rappresentato soltanto Benno. Dunque, lo stesso potrebbe aver fornito una versione strumentale ad affievolirne in qualche modo il carico di responsabilità.

In uno panorama personologico di questo tipo – e sulla scorta della perizia già disposta in fase di indagine – è difficile credere che possano essere ritenuti ammissibili scenari differenti circa l’imputabilità. Anche se i suoi legali sembrano pensarla diversamente.

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