Noemi Impellizzeri impiccata in casa, per autopsia era morta prima dell’incendio: cosa non torna nel caso di Riposto

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Noemi Impellizzeri.
Noemi Impellizzeri era già morta prima che la sua abitazione di Riposto andasse a fuoco. Secondo chi indaga, l’impiccagione della 34enne sarebbe stata una messinscena di qualcuno che sperava di depistare le indagini sul suicidio. L’unico indagato al momento è l’amico Tony Proietto, l’uomo che ha ritrovato il corpo nella notte del 23 agosto.

Noemi Impellizzeri era già morta quando la sua casa di Riposto (Catania) è andata a fuoco. La 34enne è stata trovata impiccata e nell'abitazione e per chi indaga, è stato simulato il suicidio. Secondo l'autopsia, nelle narici e nella trachea della giovane, infatti, non erano presenti tracce di fumo, segno che Noemi era già morta quando la casa è andata in fiamme. Qualcuno ha appiccato il fuoco e gli inquirenti stanno lavorando per capire di chi si tratta. 

I fatti risalgono al 23 agosto scorso, data in cui l'amico Tony Proietto ha trovato il corpo. È lui l'unico indagato per il decesso della 34enne: l'uomo è stato l'ultimo ad avere un contatto telefonico con la 34enne e il primo a trovarne il cadavere. La famiglia di Impellizzeri non crede nel suicidio, ipotesi invece fortemente sostenuta dall'indagato e dal suo team difensivo. L'uomo ha infatti raccontato agli inquirenti di aver raccolto alcune confidenze dell'amica sulla volontà di togliersi la vita proprio la sera del 21 agosto, l'ultima volta in cui i due si erano visti.

La ricostruzione del decesso

Per chi indaga, però, il suo racconto non tornerebbe del tutto: Proietto ha riferito di aver passato del tempo con Impellizzeri due giorni prima della sua morte, quando quest'ultima lo avrebbe raggiunto a Giarre, dove lui vive. Dopo aver passato qualche ora in compagnia, l'avrebbe riaccompagnata a Riposto. Alle 4.30 del mattino, avrebbe ricevuto l'ultima telefonata nella quale Impellizzeri gli comunicava di volersi togliere la vita con una corda. "Mi sento in colpa perché non l'ho presa sul serio", ha raccontato Proietto ai microfoni di Ore 14. Solo due giorni dopo, l'indagato è salito in auto per raggiungere casa della 34enne e verificare le sue condizioni di salute.

Il 23 agosto, dopo essere arrivato in piena notte a Riposto, sarebbe entrato in casa di Impellizzeri, trovandola impiccata. Nel panico avrebbe provato a contattare il fratello e la sorella della 34enne dopo aver lasciato in fretta e in furia l'abitazione prima del rogo. L'autopsia ha mostrato che nella trachea e  nelle narici della giovane non vi erano tracce di fumo, rendendo concreta l'ipotesi di un incendio appiccato dal killer per nascondere la scena del crimine.

Per Proietto, la giovane si sarebbe tolta la vita e qualcun altro avrebbe poi appiccato il fuoco per nascondere qualcosa. Chi indaga, invece, ritiene possibile che sia stato proprio l'indagato a creare una messinscena. Il medico legale incaricato dalla Procura presenterà presto una relazione finale su quanto emerso dagli esami autoptici. 

Un altro dettaglio che non torna agli investigatori, è quello della conversazione telefonica tra Proietto e la madre della ragazza. La donna, infatti, lo avrebbe contattato proprio mentre lui cercava di comunicare la notizia della morte di Noemi al fratello e alla sorella. Dopo aver cercato disperatamente di raggiungerli al cellulare, non avrebbe comunque avuto il coraggio di dire quanto successo alla mamma di Impellizzeri.

Il racconto dell'amicizia tra Proietto e Impellizzeri

L’avvocato di Proietto, Ivan Siragusa, precisa che “si parla di omicidio come ipotesi subordinata“, in quanto non vi sarebbero elementi a sostegno della tesi della famiglia della 34enne. L'indagato, sposato con un'altra donna, ha raccontato alla trasmissione Ore 14, condotta da Salvo Sottile, di aver cercato di mantenere le distanze dall'amica, che invece non vedeva nulla di male nella loro frequentazione, perché in paese si vociferava di una loro relazione extraconiugale.

“Eravamo solo buonissimi amici – ha sottolineato – Per me era una banalità, non davo importanza a questa cosa. L'ho riaccompagnata a casa anche se lei avrebbe voluto dormire a Giarre, ma io le avevo ricordato dell'esistenza di quelle voci e io sono un uomo sposato. Quella notte poi, Noemi in videochiamata mi ha mostrato una corda con la quale diceva di volersi togliere la vita ”.

“Il sabato sera, non riuscivo a contattarla – ha ricostruito Proietto rispondendo alle domande – così alla fine, prima di rientrare a casa, sono andato a cercarla e l’ho trovata impiccata. In quel momento sono stato preso dalla paura e sono uscito subito dalla casa senza chiamare i soccorsi. Ero anche preda del rimorso perché non avevo preso sul serio quello che mi aveva detto”. “Noemi aveva dei nemici? Non credo proprio, nessuno le avrebbe potuto fare del male".

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