Noemi Impellizzeri impiccata nel Catanese, indaga il Ris: famiglia non crede al suicidio, ipotesi messinscena
Proseguono le indagini sulla morte di Noemi Impellizzeri, la 33enne trovata impiccata nella sua abitazione di Riposto, nel Catanese, il 23 agosto scorso. Gli accertamenti stanno andando avanti su più fronti. La prossima settimana, infatti, le attività procederanno anche con il supporto dei Carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Messina.
Un uomo di 46 anni, Tony Proiettò, è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio. Continua a negare ogni coinvolgimento nella morte della donna e ha consegnato ai Carabinieri il telefono con gli sms ricevuti da Noemi la notte prima del decesso.
Secondo la sua versione, gli avrebbe scritto che voleva farla finita e di avere cura dei suoi 3 figli minori e del gatto. La famiglia di Noemi intanto contesta l'ipotesi del suicidio. Il perito di parte, dopo l'autopsia eseguita dal medico Giuseppe Ragazzi, avrebbe escluso che la morte sia avvenuta per impiccagione, hanno riferito i legali dei familiari.
Verrà chiesta anche l'acquisizione delle immagini di altre telecamere di sorveglianza da cui potrebbero emergere ulteriori elementi per fare chiarezza nella vicenda della morte della donna.
Secondo quanto riferito dall'avvocato Ivan Siragusa, legale di Tony, la difesa dell'uomo inoltre la richiesta agli investigatori perché potrebbero emergere nuovi elementi.
"Ieri Tony ha avuto un crollo nervoso ed emotivo e al momento è a casa e riposa – ha affermato l'avvocato – Sta prendendo consapevolezza di quanto accaduto, ieri il corteo funebre è passato vicino casa sua e tutti gli occhi puntati su di lui hanno determinato il crollo. Ma l'omicidio non è accertato e secondo noi emergerà altro dalle indagini".
"Consultati i familiari – ha aggiunto – si è deciso di interrompere le partecipazioni in trasmissione televisive e giornalistiche in generale, in attesa delle prime risultanze investigative che si è certi potranno confermare la veridicità analitica di tutto quanto dichiarato dal mio assistito".
Sulle indagini, delegate carabinieri della Compagnia di Giarre, vige il massimo riserbo. La Procura di Catania sta lavorando a 360 gradi per ricostruire le ultime ore della donna e capire se si sia trattato di suicidio o se il fatto che la donna sia stata impiccata e la casa data alle fiamme sia una messinscena per nascondere un omicidio.