Nodulo al seno e mammografia nel 2029: dopo la denuncia di Fanpage.it Elena fa gli esami gratis in 2 giorni

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Uno studio radiologico di Manfredonia ha letto su Fanpage.it la denuncia di Elena, a cui erano stati fissati degli esami diagnostici solo nel 2029 a causa dei tempi d’attesa biblici della sanità pugliese, e l’ha visitata subito a costo zero: “Due anni e mezzo sono inaccettabili per un nodulo al seno, non potevamo voltarci dall’altra parte”.

Hai bisogno di una visita medica o di un esame importante, ma il sistema sanitario ti dà appuntamento a distanza di mesi o addirittura anni? Sei stato costretto a pagare strutture private per non aspettare o hai dovuto rinunciare a curarti? Raccontaci la tua storia, scrivi a segnalazioni@fanpage.it per inviare la tua testimonianza o compila questo form.

Due giorni contro due anni e mezzo. È il tempo che alla fine, dopo la pubblicazione della sua storia su Fanpage.it, ha dovuto attendere la signora Elena per sottoporsi agli esami di prevenzione essenziali per la sua salute – una ecografia bilaterale della mammella e del cavo ascellare e a una mammografia bilaterale – prescritti lo scorso giugno per indagare un minaccioso nodulo al seno destro.

Elena aveva raccontato la sua vicenda denunciando le liste d'attesa infinite della sanità pugliese. La donna, di 73 anni e residente a San Severo, nel foggiano, per una vita intera ha lavorato proprio nelle corsie degli ospedali come infermiera. Oggi, da "nonna a tempo pieno", si è ritrovata vittima di quello stesso sistema che un tempo serviva con dedizione. Il suo problema non era un "banale" esame di routine, bensì il monitoraggio di un nodulo al seno destro, un quadro clinico reso ancor più delicato da una pesante familiarità per patologie oncologiche (ha infatti già perso il padre per un tumore).

Forte di una prescrizione medica datata 4 giugno 2026, che richiedeva esplicitamente un'ecografia bilaterale della mammella e del cavo ascellare insieme a una mammografia bilaterale, Elena si era presentata al Cup dell'ospedale Teresa Masselli Mascia della sua città. La risposta del sistema informatico era stata un insulto al diritto alla salute. Il primo posto disponibile per quegli esami? Solo il 31 gennaio 2029, dopo oltre due anni e mezzo di attesa. Un tempo infinito in cui un nodulo sospetto avrebbe potuto trasformarsi in una condanna irrevocabile. "Posso anche morire, la ringrazio", aveva risposto amara Elena allo sportello del Cup.

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La signora Elena

La situazione vissuta dall'ex infermiera, tra l'altro, non era una novità per lei. Due anni prima, infatti, aveva già dovuto sopportare un calvario identico: dopo aver atteso ventiquattro mesi per i medesimi esami, il giorno dell'appuntamento le era stato detto che la sua prenotazione "non risultava" ai terminali. Rimbalzata tra reparti e Cup, si era vista cancellare il diritto alla visita per una disfunzione informatica. Con una sola pensione in casa e l'esenzione totale dal ticket per motivi di reddito e di età, Elena non poteva assolutamente permettersi le centinaia di euro necessarie per accedere alle cliniche private. Una trappola senza via d'uscita che, quotidianamente, condanna milioni di italiani a rinunciare alle cure.

Ma la rabbia di Elena si è scontrata con un'inaspettata iniziativa di solidarietà scaturita proprio dalla pubblicazione del nostro articolo. Lo Studio Radiologico Aulisa di Manfredonia ha letto la sua storia e ha contattato immediatamente la redazione di Fanpage.it. "Abbiamo letto con profonda commozione ed estrema preoccupazione l'articolo pubblicato sulla vostra testata relativo alla storia della signora Elena, la donna di 73 anni di San Severo a cui è stata fissata una mammografia nel 2029 nonostante la presenza di un nodulo al seno. Come struttura sanitaria del territorio, operante a Manfredonia, crediamo fermamente che il diritto alla salute e alla prevenzione diagnostica non debba mai subire ritardi imperdonabili, specialmente di fronte a sospetti clinici che richiedono un tempestivo approfondimento".

La missiva si concludeva con un'offerta: "Nonostante il nostro studio operi in regime privato, abbiamo da sempre a cuore la salute delle persone e crediamo nell'importanza della solidarietà sociale nei confronti dei pazienti più vulnerabili o in difficoltà. Per questo motivo, lo Studio Radiologico Aulisa mette a disposizione la propria struttura per prendere in carico gratuitamente la signora Elena, offrendole l'esecuzione immediata della mammografia e dell'ecografia mammaria necessarie".

Intervistato da Fanpage.it, il Dottor Lorenzo De Cristofaro, responsabile dell'amministrazione della struttura, ha raccontato come questo modus operandi non sia un caso isolato. "Circa un annetto fa, abbiamo deciso di prendere contatti con i servizi sociali di Manfredonia per dare una mano a chi realmente ne ha bisogno e non riesce per le liste d'attesa, o cose del genere, a fare degli esami diagnostici", ha spiegato il medico. "Qualora ci dovessero essere delle situazioni da segnalare, noi siamo disponibili e offriamo esami gratuiti. Proprio per evitare che venga gente che non ne ha realmente bisogno, abbiamo fatto questo accordo con i servizi sociali".

In merito alle liste d'attesa della sanità pubblica imposte alla signora Elena, il Dottor De Cristofaro non ha lasciato spazio a giustificazioni istituzionali. Alla domanda se due anni e mezzo potessero avere una qualche logica clinica, ha affermato: "No, assolutamente no". "In due anni e mezzo può cambiare di tutto, non si giustifica un'attesa del genere". Secondo lui, un tempo limite appena tollerabile per esami diagnostici di questo tipo sarebbe dovuto essere nettamente inferiore. "Un tempo accettabile poteva essere tre, quattro mesi… ma pure quello sarebbe stato tanto".

Messa in contatto con lo studio, Elena ha potuto finalmente svolgere l'esame questa mattina stessa, a soli due giorni dalla pubblicazione della sua storia: "Voglio ringraziare tanto il Dottor Lorenzo De Cristofaro e il suo staff per essere stati così gentili, per aver preso a cuore la mia situazione e per aver dimostrato che c'è ancora tanta umanità".

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