Morte di Abderrahim Fakir

Fakir, famiglia presenta nuova denuncia per frasi choc, legale agenti: “Si scusano ma non erano riferite al decesso”

Immagine
Fakir durante l'intervento degli agenti a Bologna
Dopo la morte di Abderrahim Fakir avvenuta a luglio a Bologna, la diffusione delle frasi choc degli agenti spingono la famiglia della vittima a presentare una nuova denuncia. L’avvocato dei poliziotti a Fanpage.it spiega di avere eseguito una perizia di parte che cambierebbe l’interpretazione degli audio.

"Se schiatta ci divertiamo", "Che caz** me ne frega". Queste e altre frasi choc sono state pronunciate dagli agenti che il 19 luglio 2026 hanno immobilizzato il 42enne Abderrahim Fakir a Bologna. Un intervento durato circa 10 minuti a seguito del quale l'uomo è morto per insufficienza respiratoria acuta. Per indagare su quegli eventi, la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento senza indagati.

La diffusione degli audio registrati dalle bodycam dei due agenti ha portato i familiari della vittima a presentare una nuova denuncia in cui, ricostruisce Repubblica, si ipotizzano reati più gravi nei confronti dei poliziotti intervenuti.

Raggiunto da Fanpage.it, l'avvocato dei due agenti, Gabriele Bordoni, spiega: "L'agente che le ha pronunciate mi ha detto di non aver avuto la percezione che potesse morire, frasi irricevibili di cui si scusa profondamente, ma solo per quelle. L'intervento era corretto". E aggiunge: "Secondo la trascrizione degli audio del nostro perito alcune parole sono state mal comprese e mal contestualizzate".

La denuncia: parole agenti lasciano ipotizzare reati più gravi

La famiglia di Abderrahim Fakir, rappresentata dall'avvocato Fabio Anselmo, ha sporto una nuova denuncia in Procura dopo la diffusione delle frasi dette dagli agenti durante l'intervento sul 42enne. Si tratta delle trascrizioni degli audio captati dalle bodycam e contenute all'interno della super perizia depositata questa settimana.

I quattro esperti incaricati dalla Procura – Valentina Bugelli; Cristina Basso; Manuela Bonizzoli; Luca Morini – hanno ricostruito gli ultimi minuti di Fakir mettendo insieme i rilievi tecnici effettuati al Pilastro, l'autopsia, e anche le registrazioni dei presenti.

Le loro conclusioni peseranno sulla decisione dei pm di archiviare il caso oppure procedere contro gli agenti, ma per Anselmo quegli audio giocherebbero un ruolo importante e contribuirebbero a dare nuove informazioni rispetto all'elemento psicologico dei due agenti.

L'avvocato degli agenti: "Si scusano per le parole, non per l'intervento"

A Fanpage.it, l'avvocato Bordoni dà la propria spiegazione rispetto alle "frasi irricevibili" finite sui giornali, e chiarisce che solo uno sarebbe stato il poliziotto a pronunciarle, quello morso da Fakir durante l'intervento. "Mi disse quello che mi aspettavo e speravo che mi dicesse: ‘Ero stanco morto, mi ero fatto male, in quel momento ero molto agitato, non avevo neanche capito esattamente cosa stesse succedendo'".

L'avvocato ha fatto eseguire da un perito una trascrizione di tutto, rilevando che la frase "Non me ne frega un cazzo" non sarebbe stata pronunciata in risposta all'avvenuto decesso di Fakir. Per quanto riguarda le altre, il suo assistito "non aveva la percezione che [Fakir] potesse morire".

"Mi scuso molto nei confronti dei miei, del mio ambiente e soprattutto nei confronti dei familiari di questa persona", avrebbe detto l'agente. Le frasi pronunciate quel 19 luglio andrebbero quindi contestualizzate in un clima di tensione generale e, sottolinea il legale, non rivolto al solo Fakir: "I due agenti si rispondono male anche tra loro".

Per il resto, Bordoni difende l'operato degli agenti: "Per l'intervento non c'è nulla per cui scusarsi. Hanno fatto quello che dovevano nel migliore dei modi". E aggiunge: "Non potevano fare altro che intervenire ed evitare che ci fossero conseguenze diverse e peggiori".

La Procura nelle prossime ore deciderà se procedere contro gli agenti o archiviare il caso, ma per l'avvocato "non ci può essere un addebito di responsabilità".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views