Morte Abderrahim Fakir, Ris e Procura in via Svevo: droni e laser per ricostruire in 3d il luogo del decesso

I Carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris), la Squadra mobile e la Procura sono tornati oggi, lunedì 3 agosto, in via Italo Svevo, dove lo scorso 19 luglio è morto durante un intervento della polizia il 42enne Abderrahim Fakir. Sul posto è stato eseguito un nuovo sopralluogo nell'ambito delle indagini sulla vicenda.
Sulla vicenda il pool di magistrati che sta indagando ha iscritto sei persone nel registro preliminare 45 bis: si tratta dei due agenti intervenuti per fermare il 42enne e di quattro volontari della Croce Rossa presenti anche loro in via Svevo quando è morto l'uomo.
L'ipotesi di reato è omicidio colposo, delle indagini si sta occupando la squadra Mobile. Durante il sopralluogo odierno sono stati utilizzati droni e laser scanner per ricostruire in 3d la scena e l'area dove il 42enne è deceduto mentre due poliziotti lo stavano immobilizzandolo.
Il nuovo accertamento è stato affidato dalla Procura al Ris dei Carabinieri di Parma, sezione intervento operativo, che in mattinata si è recato sul luogo insieme al procuratore Paolo Guido, alla procuratrice aggiunta Morena Plazzi e alla pubblico ministero Francesca Arienti, oltre a personale della squadra mobile della Polizia che conduce l'indagine.
L'esito dell'attività tecnica si integrerà con il contenuto dei video registrati dai residenti durante l'intervento, a quelli delle telecamere di sorveglianza della zona e a quello della bodycam di uno dei due agenti, così da comporre una sorta di "film" della mattinata del 19.
Proseguono intanto le indagini per ricostruire gli spostamenti del 42enne, così da capire come sia arrivato quella mattina al Pilastro, in stato di alterazione. A quanto si apprende, inoltre, la Procura starebbe lavorando per cercare un telefono con un'altra utenza telefonica usata da Fakir.
Le difficoltà nel comprendere le ragioni per cui si trovasse al Pilastro, dove non vivono suoi parenti, deriverebbero anche dal fatto che risulterebbe un'altra utenza usata di recente dall'uomo di cui non è stato trovato il telefono.
La Procura nei giorni scorsi ha assegnato l'incarico per le analisi sul cellulare usato dal 42enne che è stato sequestrato. Qualora dovessero emergere aspetti da approfondire dalle immagini acquisite e relative a quanto accaduto al Pilastro, gli inquirenti potrebbero valutare di sentire nuovi testimoni. Al momento sarebbero più di 10 le persone già ascoltate.