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Morte di Abderrahim Fakir

Morte Fakir, aperto fascicolo dopo gli scontri in piazza a Bologna: 12 indagati per resistenza e danneggiamento

Dodici persone sono state iscritte nel registro degli indagati a Bologna per gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine andati in scena la sera del 20 luglio, come protesta per la morte di Abderrahim Fakir. I reati contestati sono resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e travisamento.
Foto di Simone Giancristofaro.
Foto di Simone Giancristofaro.
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I nomi di 12 persone sono stati iscritti nel registro degli indagati per gli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine andati in scena la sera del 20 luglio, come protesta per la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne morto il giorno prima nel rione Pilastro di Bologna durante un fermo della polizia.

La Procura della città emiliana ha infatti aperto ufficialmente un fascicolo e gli indagati sono accusati a vario titolo di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e travisamento. L'indagine è affidata al pm Stefano Dambruoso.

Tra questi c'è anche il 20enne che venne arrestato durante i disordini e poi rimesso in libertà il giorno successivo con un divieto di dimora nella Città metropolitana di Bologna su decisione della giudice Claudia Gualtieri, all'esito dell'udienza della convalida. Per lui il processo comincerà il 9 settembre.

Oggi è stato anche il giorno della visita del capo della Polizia Vittorio Pisani a Bologna, durante il quale c'è stato l'incontro con i familiari di Abderrahim Fakir, definito "un bel gesto" e "un momento importante anche dal punto di vista istituzionale", come ha detto l'assessora alla Sicurezza del Comune, Matilde Madrid. "Credo che anche l'incontro con i familiari di Fakir sia stato un momento che testimonia il fatto che a Bologna queste cose possono accadere, che ci si possa parlare e avere reciproca fiducia anche in posizioni che stanno vivendo esperienze diverse".

Intanto, sempre la Procura di Bologna ha fatto sapere che "la terzietà delle indagini è garantita dai magistrati", all'indomani della richiesta da parte dell'avvocato Fabio Anselmo, che assiste i familiari di Abderrahim Fakir, di affidare gli accertamenti a un altro corpo investigativo rispetto alla Polizia. A quanto si apprende, sempre la Procura starebbe proseguendo il lavoro per avere una ricostruzione tecnicamente attendibile, cronologicamente logica delle immagini acquisite, sulla base della quale poi verificare se esistano punti e aspetti da approfondire.

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