Nessun legame tra la vaccinazione e la morte di Giuseppe Morabito, l'insegnate di 61 anni trovato senza vita in casa nel Bolognese dieci giorni dopo essersi vaccinato con una dose di AstraZeneca. È quanto è emerso dall'autopsia effettuata sul corpo dell'uomo, così come comunicato dal procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato. "I consulenti tecnici, all’esito dell’autopsia – si legge in una nota della Procura -, hanno comunicato l’insussistenza di evidenze di una correlazione fisiopatologica causale tra il decesso e la somministrazione di vaccino Astrazeneca. L’esito ha peraltro fatto rilevare che il deceduto era portatore di infezione da Sars–Cov -2. Gli esami vanno ulteriormente suffragati, ma allo stato non sono emersi legami tra la morte e la somministrazione del vaccino".

Morabito, vicepreside dell’istituto Veggetti di Vergato, è stato trovato senza vita nella sua abitazione lo scorso 13 marzo, dieci giorni dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca. Sulla morte era stato aperto un fascicolo d'indagine, proprio per far luce sulle cause di quanto successo. Pare che l'uomo nei giorni precedenti la morte avesse manifestato un malessere, parlando con alcuni colleghi. Erano stati proprio loro, insospettiti dalle mancate risposte al telefono e al campanello, a decidere di andare da lui, trovandolo infine senza vita.

Ma è stato escluso qualsiasi collegamento tra il decesso e la vaccinazione, così come è successo anche con la vicenda di Sandro Tognatti, il professore di Cossato, in provincia di Biella, deceduto a 57 anni 14 ore dopo essere stato vaccinato con il siero del colosso farmaceutico anglo-svedese. L'esame autoptico, eseguito dal medico legale Roberto Testi, in presenza di un consulente nominato dalla famiglia, non ha evidenziato trombi, ed anzi l’ipotesi più probabile che fanno i medici legali alla luce dell’autopsia è che si sia trattato di una morte cardiaca improvvisa.