A partire da domani in tutte le scuole del Veneto verranno eseguiti tamponi rapidi sugli studenti; i negativi potranno continuare a rimanere in classe e seguire regolarmente le lezioni. Lo prevede un'ordinanza firmata oggi dal Presidente della Regione Luca Zaia che introduce importanti novità per studenti, genitori e insegnanti con opportune differenziazioni per fasce d'età. Se verrà riscontrata la positività in un asilo o in una prima elementare infatti scatterà comunque la quarantena di 14 giorni per i compagni. Se una positività verrà invece trovata tra gli alunni più grandi – dalla seconda elementare in poi – scatteranno invece i tamponi in classe: se non ci saranno ulteriori positivi gli altri alunni potranno continuare a frequentare le lezioni. Per la classe in questione verranno però adottate alcune limitazioni, ad esempio la mascherina anche da seduti durante le lezioni, e non solo durante gli spostamenti. Ai genitori verrà inoltre chiesto inoltre di “impedire” ai figli di frequentare palestre o appuntamenti di tipo ludico. Non oltre dieci giorni dopo eseguito un nuovi tampone di verifica. Nel caso in cui, invece, ci siano altri casi oltre al primo all’interno della classe, scatterà la quarantena come accaduto finora.

Il ricorso a tamponi rapidi e a un allentamento delle misure di isolamento fa perno sui numeri: ad oggi in Veneto sono 187 gli studenti positivi sul totale della popolazione scolastica regionale, ovvero lo 0,03% del totale. Dagli screening effettuati finora, oltretutto, si è scoperto che generalmente i compagni degli studenti positivi risultano quasi sempre negativi. L’ordinanza entrerà in vigore domani, ma per l’operatività del nuovo protocollo sarà necessario attendere il tempo necessario per far partire “la macchina” dei test rapidi in classe.

A tal proposito stamattina Luca Zaia e Roberto Rigoli, primario del reparto di microbiologia dell’ospedale Treviso, hanno presentato il nuovo test rapido antigenico in grado di fornire una risposta in dieci minuti. "Questo apparecchio evita l'introduzione dello stecco del tampone in tutto il canale rinofaringeo ma solo nella fossa nasale. Li metteremo anche nei pronto soccorso", ha spiegato il dottor Rigoli, aggiungendo che l'obiettivo è quello di "arrivare all'autosomministrazione del test".