
Nella puntata di questa sera di Confidential, il programma di approfondimento e d’inchiesta co-prodotto da Fanpage.it e Deepinto, si parlerà della terribile vicenda dell'attentato noto come la strage del Rapido 904, avvenuto nel 1984, al treno che quel 23 dicembre era partito da Napoli per raggiungere Milano e che, in quel momento, stava attraversando la Grande galleria dell'Appennino, in località Vernio. Una strage che portò alla morte di 16 vittime e a oltre 200 feriti.
Ancora oggi permangono dubbi e interrogativi su quella vicenda, una vera e propria carneficina che intreccia le trame più oscure della storia d'Italia. A fare luce su questi misteri in diretta a Confidential è Giuseppe Misso, ex boss della camorra e fondatore omonimo clan, amico e poi acerrimo rivale del clan Giuliano e oggi collaboratore di giustizia.
Misso non nasce in una famiglia camorristica, ma con l’amico di adolescenza Luigi Giuliano, all’età di soli 14 anni, viene arrestato per la prima volta. Dopo la sua breve esperienza in carcere, decide di tenersi lontano dalla criminalità, si interessa al commercio e ha un negozio di abbigliamento in via Duomo a Napoli, ma presto proprio i Giuliano si recano da lui per chiedergli il pizzo, e davanti a questa estorsione minacciosa Misso decide di scendere nuovamente nel campo della camorra, fondando il suo clan.
Giuseppe Misso è stato indicato in diverse inchieste come coinvolto nei retroscena criminali della strage del Rapido 904; in particolare, Misso è stato condannato dalla Seconda Corte D’Assise d’Appello di Firenze a tre anni di carcere limitatamente alla detenzione di esplosivo.
Il processo si è riaperto nel 2014 a Firenze contro il capo dei capi Totò Riina in qualità di mandante della strage. Conclusosi con la sua assoluzione per mancanza di prove, ha invece appurato che l’esplosivo utilizzato per la strage del Rapido 904 – una miscele di Semtex e tritolo – riporta caratteristiche simili a quello che fu usato in altri attentati come la strage di via d'Amelio (in cui furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta), la strage di Capaci (in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta) e le stragi del 1993 a Roma, Milano e Firenze, nonché i falliti attentati all'Addaura e allo stadio Olimpico di Roma.
Proprio per questo la Strage del Rapido 904 rappresenta, di fatto, l’anello di congiunzione tra le stragi che hanno devastato l’Italia negli anni ’90 per mano di Cosa Nostra e quelle precedenti, dalla strage di Piazza Fontana alla strage di Bologna, fino all’attentato al treno Italicus.
A detta della stampa dell’epoca, l’attentato avvenuto alla vigilia di Natale fu una reazione di Cosa Nostra alla pressione dello Stato, dovuta alle prime collaborazioni di giustizia di Tommaso Buscetta e Salvatore Contorno e il maxi processo antimafia.
Giuseppe Misso, oltre a rivelare le oscure verità che si celano dietro l’attentato, racconterà la sua versione sugli uomini che hanno tentato di depistare le indagini.