Napoli, direttrice barricata a scuola per impedire l’occupazione dei precari Lsu
Una dirigente scolastica si è barricata da questa mattina nella sua scuola a Pozzuoli in provincia di Napoli per evitare una nuova occupazione del complesso scolastico da parte dei lavoratori precari Lsu (lavoratori socialmente utili). I lavoratori infatti da ieri sono in protesta perché senza rinnovo del contratto e hanno occupato decine di scuole in tutta la provincia. Con un blitz notturno la direttrice del primo circolo didattico "Guglielmo Marconi" di Pozzuoli si è introdotta nel proprio ufficio barricandosi dentro e chiudendo i cancelli della scuola. A quanto si apprende la donna, approfittando di un accesso secondario alla scuola, intorno alle 4 del mattino è riuscita a non farsi notare dal gruppo dei manifestanti che sostano da ieri davanti ai cancelli ed è entrata nel complesso chiudendo le porte. "Dobbiamo garantire il diritto allo studio dei nostri alunni, la scuola non può essere paralizzata da una protesta condotta con forme sbagliate" ha spiegato la direttrice a Il Mattino, aggiungendo: "Ho chiamato le forze dell’ordine che sono venute di primo mattino a compiere un sopralluogo. Con i miei collaboratori scolastici ci siamo rimessi subito all’opera per garantire la ripresa delle attività, dopo aver informato anche il prefetto di Napoli e il direttore scolastico regionale".
"Non voglio creare nessun caso, ma la protesta viene fatta nel momento sbagliato, considerata anche la crisi di governo e l'assenza di interlocutori a Roma" ha sottolineato la direttrice scolastica, spiegando: "Ho provato a farli ragionare in fin dei conti sono persone con le quali abbiamo lavorato a stretto contatto fino a pochi giorni fa, ma non mi hanno consentito neppure di far arrivare un caffè, meno di far entrare i miei collaboratori". "Capisco il disagio di chi perde il lavoro, ma la soluzione non è l'interruzione di un pubblico servizio, non è quella di danneggiare gli studenti e la scuola, bisognerebbe sedersi intorno a un tavolo e ragionare su quella che è una vertenza nazionale" ha raccontato la donna, concludendo: "Il problema è di tanti lavoratori in tutta Italia, ma solo a Napoli e in provincia si sta creando una situazione così assurda. Non voglio fare la paladina. Voglio solo lavorare".