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Morto a Parma, c’è la svolta: arrestata la compagna di Cristopher Gaston Ogando, incastrata dalla ferita sulla mano

La ventunenne Brenda Alesandrina Fumagalli aveva parlato di un incidente domestico: le indagini hanno consentito di smentire le dichiarazioni dell’indagata e ipotizzare la piena volontarietà dell’azione omicidiaria.
A cura di Susanna Picone
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Immagine di repertorio.
Immagine di repertorio.

C’è una svolta nel caso del ragazzo morto a inizio mese a Parma. La compagna è stata rintracciata questa mattina in provincia di Milano dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Parma e arrestata. Brenda Alesandrina Fumagalli, classe 2005 e originaria di Cuba, è gravemente indiziata dell’omicidio del compagno convivente Cristopher Gaston Ogando, 28enne di origini dominicane morto in ospedale a Parma il 5 marzo scorso.

Il giovane aveva una profonda ferita procurata da un’arma da punta e da taglio. La sera precedente il decesso i Carabinieri erano intervenuti presso un'abitazione situata in Borgo Riccio a seguito di una segnalazione del 118 per un presunto accoltellamento e sul posto avevano trovato il ventottenne in gravissime condizioni, mentre la compagna si trovava nei pressi dell’ambulanza. Il personale del 118 intervenuto aveva raccolto le parole sia dell’uomo (“Aiuto, respiro male, muoio, portatemi in ospedale, aiutatemi!”) che della donna (“stavo cucinando, stavamo scherzando, mi sono girata” facendo come il gesto di impugnare il coltello roteando il busto all’indietro).

Brenda Alesandrina Fumagalli, in sostanza, aveva subito ammesso di aver colpito il compagno con un coltello. Sin dalle prime fasi dell'inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica e condotta prima dalla Sezione Operativa della Compagnia e poi dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri, la giovane donna ha sempre sostenuto la tesi dell'incidente domestico. Secondo la sua ricostruzione raccontata più volte ai Carabinieri, mentre si trovava in cucina intenta a lavare le stoviglie con un grosso coltello in mano, l’uomo le si sarebbe avvicinato alle spalle per "sculacciarla" per gioco; e lei nel voltarsi di scatto lo avrebbe inavvertitamente colpito. Nella versione della donna, l'uomo si era di fatto "auto-trafitto" nell'intento di abbracciarla.

Una versione che però non ha convinto chi indaga, che intanto avevano sequestrato l’arma del delitto e altri reperti in casa e ascoltato vicini di casa, sanitari e familiari della coppia. Le indagini, corroborate anche dai primi esiti dell’autopsia, hanno consentito di smentire le dichiarazioni dell’indagata in ordine alla natura accidentale dell'evento e a far ipotizzare il gesto volontario.

In particolare, la piena volontarietà dell'azione omicidiaria è stata dedotta da almeno 2 elementi dirimenti ovvero la postura della vittima e la direzione del colpo (la lama è penetrata dall'alto verso il basso e da sinistra verso destra, quindi la vittima si trovava di fronte alla donna) e la ferita a forma di "S" sulla mano dell’indagata. Un dettaglio cruciale per chi indaga: la donna aveva giustificato il taglio sostenendo di essersi ferita raccogliendo il coltello dopo che la vittima se lo era estratto dal corpo, ma il Gip ha ritenuto questa ricostruzione illogica. Si tratta di una ferita  da “scivolamento”: secondo il Gip la donna avrebbe impugnato l'arma con una "presa a martello" e, vibrando il colpo con estrema potenza, la mano sarebbe scivolata lungo il manico bagnato, superando il ricasso metallico e tagliandosi sull'apice del filo tagliente.

E ancora, chi conosce la donna l’ha descritta come una persona irascibile, possessiva e incline a scatti d'ira, durante i quali era solita aggredire verbalmente e fisicamente il compagno. Sulla base di tutti questi elementi il Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza per omicidio volontario, aggravato dalla convivenza, e motivato l'esigenza cautelare basata sul concreto rischio di reiterazione del reato. Disposta per lei la misura degli arresti domiciliari congiuntamente all'applicazione del braccialetto elettronico.

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