Morti in ambulanza a Forlì, da 5 casi iniziali ora si indaga su 20 decessi

Si indaga su una ventina di morti nell'ambulanza sulla quale lavorava Luca Spada a Forlì. Secondo l'accusa, il 27enne autista soccorritore della Croce Rossa accusato di omicidio volontario avrebbe ucciso alcuni anziani sulle ambulanze dirette dalle abitazioni delle vittime alle Rsa. I casi sospetti potrebbero essere almeno venti: si era partiti da un iniziale numero di 5 anziani deceduti in circostanze sospette, anche se la legale Gloria Parigi aveva sottolineato che alla presenza di Spada era in realtà avvenuto un solo decesso durante il trasporto.
Sotto la lente della Procura di Forlì, però, ci sarebbero più episodi di quelli inizialmente considerati. Le indagini sono attualmente coordinate dal procuratore Enrico Cieri e dal pm Andrea Marchini e vengono portate avanti nel massimo riserbo dai carabinieri di Forlì. I Ris di Parma hanno avviato nel frattempo accertamenti tecnici su materiale sanitario sequestrato, ossia siringhe, aghi e cateteri recuperati nell'ambulanza dove almeno 5 anziani sarebbero deceduti. Lo scopo è chiarire eventuali responsabilità nei decessi a bordo dei mezzi della Croce Rossa.
Spada al momento è indagato in stato di libertà e continua a dichiararsi estraneo ai fatti. I primi casi che hanno poi dato il via alle indagini si sono verificati tra il febbraio e l'estate del 2025. Il 27enne ha respinto tutte le accuse e attualmente non è in servizio per la Croce Rossa. Secondo la legale, il 27enne è a disposizione dell'autorità giudiziaria e non avrebbe nulla da nascondere. Spada ha più volte affermato di non essere stato solo a bordo dell'ambulanza e di essere sempre stato affiancato da un medico strutturato. Mentre le indagini proseguono, l'Ausl coinvolta nella vicenda ha espresso parere negativo a un eventuale rientro in servizio del 27enne.