Morti ambulanza a Forlì, al processo il primo incontro tra Spada e i figli della vittima: “Ci ha fatto troppo male”
Si sono incontrati oggi per la prima volta nel Tribunale di Forlì il 27enne Luca Spada e i quattro figli di Deanna Mambelli. L'autista della Croce Rossa deve rispondere dell'accusa di aver ucciso la donna con un'iniezione di aria in vena durante un trasporto in ambulanza.
"Non abbiamo nulla da dirgli, ha fatto troppo male. Questa notte io non abbiamo dormito per la tensione", hanno detto i figli di Mambelli – riportati dal Corriere – che questa mattina si trovavano in aula con il loro legale Max Starni, a poca distanza dall'imputato e dai suoi avvocati, Gloria Parigi e Marco Martines.
Se dovesse essere giudicato colpevole al termine del processo aperto oggi, Spada rischierebbe l'ergastolo. Contro di lui, la Procura di Forlì ha formulato l'accusa di omicidio volontario accompagnata da una lunga lista di aggravanti tra cui la premeditazione, l'essersi approfittato di una persona con minorata difesa, e di avere usato un mezzo insidioso. L'arma del delitto sarebbe una siringa riempita di aria con cui il 27enne avrebbe provocato l'embolia a Mambelli, come si evince dall'autopsia.
La donna, secondo l'accusa non sarebbe l'unica vittima, Spada è indagato per avere ucciso con le medesime modalità altri cinque anziani da lui trasportati in ambulanza, ma Mambelli è l'unica su cui è stato possibile effettuare l'esame autoptico. Oggi in aula i legali di Spada ne hanno chiesto l'esclusione.
Il figlio della vitima: "Con i miei fratelli saremo qui a tutte le udienze"
Il procuratore capo di Forlì, Enrico Cieri, all'inizio del dibattimento si è soffermato sulla questione della videocamera installata a bordo dell'ambulanza su cui è morta l'85enne: "se avesse funzionato, oggi forse la signora Mambelli sarebbe qui con noi e sarebbe testimone in un processo".
Gli inquirenti avevano installao il dispositivo sull'ambulanza nel pomeriggio del 25 novembre, ma proprio durante il trasporto della donna, il sistema di registrazione ha avuto un problema di alimentazione elettrica risolto solo la mattina successiva. Non ha ripreso quindi il decesso ma solo l'ispezione di Spada con un collega il giorno successivo al decesso, come si evince dagli audio e dai filmati.
Per Vittorio Mambelli, figlio della vittima, "questo è un particolare che ti rimane in testa", e poi ha aggiunto: "Provo un misto di tristezza e rabbia, non avevo mai visto Spada dal vivo, ma con i miei fratelli saremo qui a tutte le udienze, crediamo nella giustizia, nel lavoro della Procura e dei nostri avvocati".
La Croce Rossa si costituisce parte civile
Durante la prima udienza del processo si sono costituiti parti civili il comitato nazionale della Croce Rossa Italiana e quelli territoriali di Forlimpopoli-Bertinoro e Forlì. La legale in aula ha stigmatizzato la cattiva pubblicità che la vicenda sta arrecando alla CRI, e in un comunicato diffuso contestualmente alle dichiarazioni in aula ha ribadito "la propria disponibilità a collaborare in ogni sede", oltre a esprimere "profonda vicinanza alle famiglie delle persone decedute e rinnova il proprio rispetto per il dolore che le ha colpite".
Per gli avvocati di Spada le intercettazioni sarebbero inutilizzabili
Secondo quanto apprende Fanpage.it, i legali dell'imputato si preparano a chiedere al giudice di non ammettere come prove le intercettazioni telefoniche e ambientali. Le conversazioni sono contenute nel fascicolo con cui la Procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Si tratta di conversazioni captate nel periodo che va dal 31 ottobre al 28 dicembre 2025, con una pausa di due settimane a metà novembre dovuta a un ricovero ospedaliero di Spada.
Tra i file nel fascicolo della Procura c'è anche l'avvocata Parigi che avvisa la compagna di Spada dell'arresto.
I legali di spada hanno chiesto di escludere i risultati dell'autopsia dal fascicolo del processo, ma su questo la Corte d'Assise si esprimerà solo alla prossima udienza, fissata il 22 ottobre