Morte Noemi Impellizzeri

Morte Noemi Impellizzeri, perquisizione in casa dell’amico Tony Proietto: controlli anche nell’auto

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Noemi Impellizzeri.
Nel pomeriggio è stata effettuata una perquisizione a Giarre, nella casa di Tony Proietto, indagato per la morte di Noemi Impellizzeri, trovata impiccata nella sua casa di Riposto. Perquisita anche l’auto dell’uomo dopo la denuncia della madre della 33enne.

Continuano le indagini sulla morte di Noemi Impellizzeri e a Giarre è iniziata nel pomeriggio una perquisizione nell'abitazione di Tony Proietto, l'amico della giovane trovata morta a Riposto. L'uomo è l'unico indagato per la morte della 33enne, nonché la prima persona ad averla trovata impiccata nell'abitazione poi data alle fiamme. L'autopsia ha evidenziato che la giovane era già morta quando è stato appiccato il rogo e che sul collo vi sono segni di strangolamento incompatibili con il suicidio. Proietto ha sostenuto fin dalle prime ore delle indagini l'ipotesi di un gesto inconsulto da parte della 33enne, ma chi indaga è convinto che l'impiccagionesia in realtà una messinscena per nascondere un omicidio.

I carabinieri del nucleo Investigativo del comando provinciale di Catania e del Ris di Messina si sono recati quest'oggi a casa dell'unico indagato dopo che il sequestro di un'automobile per accertamenti. Anche la macchina di Proietto sarà perquisita, il tutto su disposizione della Procura di Catania dopo la denuncia della madre di Impellizzeri, Sara Sturiale.

La donna ha infatti raccontato di aver trovato nella macchina della giovane un indumento che non apparteneva alla figlia. Il legale di Proietto ha confermato la perquisizione nell'abitazione del suo assistito e nelle zone adiacenti.

Nel frattempo, l'autopsia ha evidenziato lesioni sul corpo della ragazza non compatibili con la morte per impiccagione. Gli accertamenti hanno evidenziato, infatti, che qualcuno è entrato in casa per appiccare il fuoco: Noemi era infatti già morta quando le fiamme hanno iniziato ad avvolgere l'abitazione ed è quindi probabile che chi ha dato il via al rogo, lo abbia fatto per nascondere la propria presenza o le prove di un delitto.

La pista di un suicidio, inizialmente valutata dagli inquirenti, è stata accantonata quasi subito. Anche le modalità di impiccagione, secondo chi indaga, non avrebbero potuto causare la morte della ragazza, i cui piedi toccavano terra nonostante la corda.

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