Morte Noemi Impellizzeri, sempre più concreta l’ipotesi omicidio: sequestrata un’automobile

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Noemi Impellizzeri.
Sul corpo di Noemi Impellizzeri, secondo quanto emerge dall’autopsia, vi erano segni di strangolamento. Fratturato anche il naso. Le indagini si stanno concentrando sempre di più sulla pista dell’omicidio: sequestrata anche un’auto che sarà analizzata nella giornata di venerdì.

Tre lesioni all'altezza della gola di Noemi Impellizzeri e una frattura sul naso: le ferite sono state repertate durante l'autopsia della giovane trovata morta in casa a Riposto lo scorso agosto. La giovane è stata trovata impiccatanella sua abitazione data alle fiamme dopo il rinvenimento del corpo da parte dell'amico, Tony Proietto, oggi unico indagato per il decesso.

Secondo quanto apprende Fanpage.it, chi indaga si sta concentrando sempre di più sulla pista dell'omicidio con tanto di messinscena organizzata per simulare il suicidio. A confermare poi l'ipotesi della morte violenta, ci sarebbero i segni evidenziati durante l'esame medico-legale. Sebbene le prime indiscrezioni non avessero fatto emergere l'esistenza delle tre lesioni sulla gola e la frattura del naso, si è parlato fin dai primi istanti di segni di strangolamento.

Sulle quattro ferite citate, il difensore di Proietto, Ivan Siragusa, ha dichiarato che si tratta di dati forniti da un consulente di parte della famiglia che, a suo dire, non avrebbe partecipato all'esame autoptico. Di diverso avviso è la mamma di Noemi, che anche davanti alle telecamere di diverse trasmissioni Tv, ha ribadito che le ferite non sono compatibili con un suicidio.

"Ci sono le prove – ha sottolineato – è chiaro che mia figlia non si sia tolta la vita.Non lo avrebbe mai fatto" ha concluso la donna. E gli inquirenti indagano nella stessa direzione: lunedì sarebbe stata sequestrata un'auto il cui proprietario non è stato reso noto ai media. La vettura sarà sottoposta ad accertamenti già nella giornata di venerdì.

Sotto la lente degli inquirenti, secondo quanto apprende Fanpage.it, anche del materiale trovato all'interno della macchina. Saranno inoltre analizzate le telecamere di videosorveglianza e i dispositivi cellulari.

"Mia figlia era una ragazza libera – ha sottolineato Sara Sturiale -, una persona libera, solare, appassionata di lettura. Amava la vita e sono certa che non volesse farla finita. Chi sa, parli. Non viva con questo peso. Non sono pronta al perdono, ma mia figlia può ottenere giustizia".

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