video suggerito
video suggerito

Morte Diana Canevarolo, la svolta della procura: “Era ubriaca e cadde da sola, fu un incidente”

Per la procura, la morte di Diana Canevarolo – lo scorso dicembre, a Torri di Quartesolo – è stata un incidente: ubriaca, avrebbe perso l’equilibrio vicino a una panchina nel cortile di casa, battendo la testa contro il cemento. Esclusa l’aggressione, si va verso l’archiviazione dopo mesi di indagini.
A cura di Biagio Chiariello
0 CONDIVISIONI
Diana Canevarolo
Diana Canevarolo

La svolta è arrivata dopo mesi di accertamenti e verifiche tecniche: per la procura, la morte di Diana Canevarolo sarebbe riconducibile a un incidente domestico, senza il coinvolgimento di terze persone.

Un cambio netto rispetto alle prime fasi dell’indagine, quando il ritrovamento della donna, ferita gravemente alla testa nel cortile di casa a Torri di Quartesolo, in provincia di Vicenza, aveva fatto ipotizzare uno scenario ben diverso.

Morte Diana Canevarolo, la nuova ricostruzione della procura

Secondo la consulenza medico-legale disposta dal pubblico ministero Camilla Mengoni, la dinamica appare oggi più definita. Diana Canevarolo, 49 anni, sarebbe uscita nel cortile della sua abitazione nella tarda serata del 3 dicembre, poco dopo aver salutato il figlio. L’ipotesi ritenuta più plausibile è che si fosse fermata vicino a una panchina per fumare.

In quello spazio sono state trovate le tracce di sangue. Ed è proprio lì che, sempre secondo gli accertamenti, la donna avrebbe perso l’equilibrio, cadendo all’indietro o di lato e battendo violentemente la testa contro un rialzo in cemento. Un impatto che le ha provocato un trauma cranico gravissimo, rivelatosi poi fatale: Canevarolo è morta due giorni dopo all’ospedale San Bortolo di Vicenza.

Il peso decisivo dell’alcol

A incidere in modo determinante sulla valutazione degli inquirenti è stato il dato sull’alcolemia. Gli esami hanno rilevato un livello pari a 2,66 grammi per litro, ma la consulenza sottolinea come il valore reale, al momento della caduta, potesse essere ancora più alto, vicino o superiore ai 3 grammi per litro.

Una soglia che, dal punto di vista clinico, è associata a una forte compromissione delle capacità psicomotorie: equilibrio instabile, riflessi rallentati, ridotta percezione del rischio. In queste condizioni, anche un movimento banale può trasformarsi in qualcosa di estremamente pericoloso.

Ed è proprio questo il punto su cui si fonda la conclusione degli esperti: la caduta non sarebbe stata provocata da altri, ma dalla perdita di stabilità legata allo stato di ubriachezza.

Dall’ipotesi di omicidio alla possibile archiviazione

All’inizio, però, il quadro era molto più incerto. La profondità della ferita alla testa e il ritrovamento della donna in una pozza di sangue avevano spinto la procura ad aprire un fascicolo per omicidio volontario contro ignoti.

Diana Canevarolo
Diana Canevarolo

Non solo. Nei giorni successivi erano emersi elementi che sembravano allontanare la pista dell’incidente: il racconto di un testimone che parlava di urla nella notte, il sequestro di una pala trovata nel giardino condominiale, le verifiche sulle telecamere di sorveglianza. Anche in ambito familiare erano circolate tensioni e accuse, con il fratello della vittima che aveva puntato il dito contro il marito, parlando di rapporti difficili e di una convivenza complicata.

Un contesto che aveva contribuito ad alimentare dubbi e sospetti, rafforzando l’idea che potesse esserci stato l’intervento di qualcuno.

Le conclusioni degli esperti e la posizione della famiglia

Con il deposito della consulenza firmata dall’anatomopatologa incaricata dalla procura, il quadro si è progressivamente chiarito. Gli elementi raccolti non escludono in senso assoluto ogni altra possibilità, ma indicano con forza una dinamica accidentale, ritenuta compatibile con le lesioni riscontrate.

Una lettura che, tra l’altro, era stata sostenuta fin dall’inizio anche dai legali della famiglia, gli avvocati Cesare Dal Maso e Riccardo Todesco, che avevano escluso l’esistenza di motivi o contesti tali da far pensare a un’aggressione.
Ed ora la procura si avvia verso la richiesta di archiviazione.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views