Morte dell’orso Daniza: la Procura di Trento apre un’inchiesta
Anche la Procura di Trento, dopo il Corpo Forestale dello Stato, ha aperto un'inchiesta sulla vicenda della morte dell'orsa Daniza. Le indagini saranno seguite dal procuratore capo Giuseppe Amato, che ha convocato per i prossimi giorni un incontro con i vertici della polizia giudiziaria e la Forestale per fare il punto in merito a quanto accaduto. Al momento, comunque, non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati, anche perché si è ancora in attesa degli esiti dell'autopsia sul corpo dell'animale. L'esame verrà eseguito dall'Istituto Zooprofilattico delle Venezie. Si ipotizza il reato di "uccisione di animale protetto": per il quale in mancanza di dolo la pena varia da uno a sei mesi.
In merito all'uccisione del mammifero Ugo Rossi, presidente della Provincia di Trento, ha dichiarato che qualora emergessero responsabilità penali sarebbe pronto a dare le dimissioni: a invocarle più volte sono stati gli animalisti guidati dalla Lega Anti Vivisezione, che anche ieri hanno manifestato in piazza Duomo, a Trento. Il fronte animalista chiede che a dimettersi siano il presidente Rossi, il suo vice e l'assessore all'ambiente. Le proteste tuttavia non sono finite e anche oggi si attendono manifestazioni a Pinzolo, il paese dove a ferragosto Daniza ferì un uomo che stava raccogliendo funghi. Fu proprio in seguito a quell'episodio che la Provincia di Trento ordinò la cattura dell'animale. Da quel momento scattò una caccia supportata non solo dalle istituzioni governative, ma anche dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), secondo cui l'aggressione all'uomo giustificava ampiamente un intervento più "energico" nei confronti di Daniza.