"Ieri ho pensato a Martina subito perché finalmente è venuta fuori la verità, quella che voleva anche lei. A Martina ho sempre pensato ma sono sempre voluto stare in silenzio per rispetto dei genitori". A pronunciare queste parole, incontrando la stampa ad Arezzo nello studio del suo avvocato, è Luca Vanneschi, assolto ieri insieme ad Alessandro Albertoni al processo d'appello per la morte di Martina Rossi, la studentessa morta a 20 anni il 3 agosto del 2011 precipitando da un balcone di un hotel a Palma di Maiorca. Vanneschi, che con l'altro imputato in primo grado era stato condannato, ha detto che non si aspettava questa sentenza. "Sono stati nove anni lunghi intensi, sinceramente non me l'aspettavo, ero molto negativo, per come era andata ad Arezzo", ha detto spiegando che quando l'avvocato Stefano Buricchi lo ha chiamato per comunicargli l'esito del processo (né lui né l'altro giovane erano presenti) "è stata una gioia immensa".

Vanneschi si sfoga: "Ci ho rimesso un'azienda e un'impresa"

Vanneschi ha parlato anche di quanto gli è accaduto in questi anni, durante i quali si è dovuto difendere dall'accusa di tentata violenza sessuale e per aver causato morte in conseguenza di altro delitto: "Ci ho rimesso un'azienda e un'impresa, per tanto tempo non ho più lavorato, per me è come se fosse iniziata una vita nuova". Cosa ha fatto quando ha saputo dall'avvocato dell'assoluzione? "Ho abbracciato tutta la mia famiglia, mi ha chiamato il parroco di Castiglion Fibocchi dove abito e il sindaco Marco Ermini poi tutti gli amici e conoscenti che hanno sempre creduto in me. Io sono innocente, io non c'entro niente. Sono stato minacciato, andavo nei locali e mi guardavano tutti male", ha detto il giovane toscano.

"Ho sempre pensato a Martina, in silenzio per rispetto dei genitori"

Incontrando la stampa il giorno dopo la sentenza del processo per la morte di Martina Rossi ha anche detto di aver sempre pensato a quella ragazza incontrata in Spagna, ma di non voler parlare per rispetto dei genitori. Genitori di Martina che, a differenza dei due imputati, ieri erano presenti in aula per ascoltare il verdetto del giudice e che, parlando dopo con i giornalisti, hanno espresso tutta la loro delusione per la sentenza di assoluzione perché "il fatto non sussiste". Per Bruno Rossi e Franca Murialdo non ci sono dubbi che quanto accaduto quella notte di agosto del 2011 in Spagna è stato già descritto nelle motivazioni della sentenza di primo grado, quando Vanneschi e Albertoni erano stati condannati a 6 anni per tentato stupro e per morte come conseguenza di un altro delitto.