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Molesta la collega dopo la fine della relazione: licenziato dalla Ferrari, chiede 200mila euro ma perde il ricorso

Un operaio Ferrari è stato licenziato dopo aver continuato a contattare e molestare una collega con cui aveva avuto una relazione extraconiugale. L’uomo aveva chiesto il reintegro e 200mila euro di risarcimento, ma il Tribunale di Modena ha respinto la richiesta. La decisione ha confermato la legittimità dell’intervento dell’azienda il cui obiettivo era tutelare la salute psicofisica della dipendente.
Lo stabilimento Ferrari
Lo stabilimento Ferrari

La tutela della salute psicofisica dei dipendenti può giustificare il licenziamento di chi mette in atto comportamenti vessatori nei confronti di un collega. È il principio ribadito dal Tribunale di Modena che ha respinto la richiesta di reintegro presentata da un ex operaio Ferrari, allontanato dall'azienda dopo una serie di messaggi offensivi e minacciosi inviati a una collega con cui aveva avuto una relazione sentimentale.

L'uomo era stato assunto a tempo indeterminato nel 2012 nel reparto Corse Clienti della casa di Maranello; aveva impugnato il provvedimento disciplinare chiedendo di tornare al lavoro, oltre ad un risarcimento da 200mila euro. Il giudice del lavoro Vincenzo Conte ha però rigettato la richiesta economica e confermato la cessazione del rapporto, riconoscendo all'ex dipendente soltanto un'indennità pari a 14 mensilità.

Nelle motivazioni della sentenza viene evidenziato il ruolo dell'azienda nella protezione dei lavoratori da comportamenti lesivi. Secondo il giudice, la reazione della Ferrari è stata "pienamente giustificata", poiché il datore di lavoro è tenuto a "preservare la salute psico-fisica dei lavoratori e ad attivarsi per rimuovere eventuali condotte lesive".

La vicenda era stata innescata da una relazione extraconiugale tra due colleghi. Quando la donna ha deciso di interrompere il rapporto, l'uomo avrebbe iniziato a contattarla in modo sempre più insistente. La situazione sarebbe degenerata in telefonate e messaggi dal contenuto intimidatorio, tanto che la collega si è rivolta sia alle risorse umane dell'azienda sia alle forze dell'ordine.

Tra i messaggi riportati negli atti figurano frasi come: "Questa me la paghi" e "Mi fai veramente schifo, sei vomitevole, sparisci dalla circolazione e se mi vedi abbassa la testa, te ne pentirai". La donna aveva bloccato il numero dell'ormai ex amante, ma i contatti sarebbero proseguiti attraverso utenze anonime e canali aziendali.

Alla segnalazione della collega è seguito un procedimento disciplinare interno, mentre il questore di Modena ha emesso un ammonimento nei confronti dell'uomo invitandolo a interrompere immediatamente quei comportamenti. Da lì la decisione della Ferrari di procedere con il licenziamento nel luglio 2024.

L'avvocato Francesco Parise, esperto di diritto del lavoro, ha spiegato al Corriere della Sera il senso della decisione: "Il giudice dice che il licenziamento è illegittimo ma non rientra nei casi in cui la legge consente di rimettere il lavoratore in azienda. Quindi niente reintegra, ma solo un'indennità economica". Secondo il legale, la sentenza riconosce comunque che "i fatti contestati al lavoratore ci sono e hanno un certo profilo di illiceità", come nel caso dei messaggi insistenti e offensivi inviati alla collega.

L'uomo quindi non lavorerà più in Ferrari, non avrà il risarcimento da 200mila euro, ma solo l'indennità che gli spetta.

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