Migranti morti a Scicli: “Picchiati dagli scafisti e costretti a lanciarsi in mare”
Gli immigrati approdati stamani sul litorale di Sampieri sono stati presi a colpi di cinghia dagli scafisti e sono stati costretti a lanciarsi in mare. È drammatico il racconto di uno dei bagnini che ha assistito a quanto accaduto questa mattina nella provincia di Ragusa. Almeno tredici naufraghi che erano a bordo di un barcone che ne trasportava circa 250 sono morti mentre cercavano di raggiungere a nuoto la riva. Altri migranti che hanno raggiunto la costa sonostati ricoverati in ospedale. In particolare un uomo sarebbe in gravissime condizioni. Due persone accusate di essere gli scafisti sono state arrestate: uno dei due ha anche picchiato un bagnante che stava tentando di soccorrerlo. La vittima è stata colpita al volto con un pugno. E col passare delle ore emergono nuovi dettagli sulla stessa cattura degli scafisti: avrebbe avuto un ruolo importante un carabiniere che è riuscito a fermare uno degli uomini che stava tentando la fuga.
Lo stesso carabiniere è riuscito a salvare diversi migranti che stavano annegando. “L’eroe” del giorno si chiama Carmelo Floriddia, carabiniere della tenenza di Scicli: mentre avveniva lo sbarco si trovava con altri colleghi in servizio di pattugliamento sul litorale quando la loro attenzione è stata catturata dalle grida dei bagnanti. Il carabiniere, resosi conto della gravità della situazione, si è tolto la divisa e si è gettato in mare. È riuscito a raggiungere un gruppo di naufraghi e ha cominciato a trasportarli a riva uno dopo l’altro. Il militare ha cercato di rianimare con la respirazione bocca a bocca i nove immigrati recuperati ma per sei di loro non ha potuto far nulla. Dopo aver salvato tre persone, il carabiniere si è tuffato di nuovo quando ha visto che gli scafisti avevano avviato le manovre per riprendere il largo. È riuscito a salire sull’imbarcazione e a bloccare uno dei due traghettatori mentre l’altro è stato fermato sulla spiaggia.