Esami di Maturità 2022
22 Giugno 2022
09:16

Chi è Giorgio Parisi, il fisico Premio Nobel scelto per la Maturità, e cosa ha detto alla Camera

Le tracce del tema argomentativo alla maturità 2022: Parisi e il cambiamento climatico è l’argomento scelto dalla commissione per la traccia tecnico-scientifica.
A cura di Redazione
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Esami di Maturità 2022

Il protagonista del tema tecnico-scientifico all'esame di Maturità 2022 è Giorgio Parisi, fisico insignito del Premio Nobel nel 2021. Conosciuto per i suoi studi sui sistemi complessi, è un ex membro del Cnr e un professore ordinario di fisica teorica. Attualmente insegna all'Università La Sapienza di Roma.

Il discorso di Giorgio Parisi alla Camera è l'oggetto della traccia di tipologia B per l'area tecnico-scientifica: l'argomento è quello del cambiamento climatico, trattato dal Premio Nobel in occasione del pre-COP26 Parliamentary Meeting, la riunione dei parlamenti nazionali in vista della COP26 a Glasgow.

Viene dunque richiesto al candidato di esporre le sue riflessioni circa i cambiamenti climatici e l'impatto che gli uomini possono avere nell'accelerare o nel rallentare questo processo.

Chi è Giorgio Parisi

Il professor Parisi è nato a Roma il 4 agosto 1948, si è diplomato nel 1966 presso il liceo scientifico “San Gabriele” della capitale e si è iscritto alla Facoltà di Fisica all'Università Sapienza, dove si è laureato nel 1970.

Dopo la laurea è stato ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e altri centri di ricerca in Italia e all'estero, in particolar modo negli Stati Uniti e in Francia. Ha lavorato come professore all'Università di Tor Vergata e successivamente alla Sapienza di Roma, dove tuttora ricopre la cattedra. Nel suo curriculum la partecipazione alla National Academy of Science, della quale faceva parte anche Rita Levi Montalcini. Tra il 2018 e il 2021 è stato anche presidente della prestigiosa Accademia dei Lincei. Ha pubblicato oltre 350 articoli scientifici sulle più prestigiose riviste di settore. Negli anni '80 ha portato avanti i suoi studi più significativi sui sistemi complessi, che lo hanno portato a ottenere il Nobel nel 2021.

Cosa ha detto Parisi alla Camera: il testo del discorso uscito alla Maturità

«L’umanità deve fare delle scelte essenziali, deve contrastare con forza il cambiamento climatico. Sono decenni che la scienza ci ha avvertiti che i comportamenti umani stanno mettendo le basi per un aumento vertiginoso della temperatura del nostro pianeta. Sfortunatamente, le azioni intraprese dai governi non sono state all’altezza di questa sfida e i risultati finora sono stati assolutamente modesti. Negli ultimi anni gli effetti del cambiamento climatico sono sotto gli occhi di tutti: le inondazioni, gli uragani, le ondate di calore e gli incendi devastanti, di cui siamo stati spettatori attoniti, sono un timidissimo assaggio di quello che avverrà nel futuro su una scala enormemente più grande. Adesso, comincia a esserci una reazione forse più risoluta ma abbiamo bisogno di misure decisamente più incisive.

Dall’esperienza del COVID sappiamo che non è facile prendere misure efficaci in tempo. Spesso le misure di contenimento della pandemia sono state prese in ritardo, solo in un momento in cui non erano più rimandabili. Sappiamo tutti che «il medico pietoso fece la piaga purulenta». Voi avete il dovere di non essere medici pietosi. Il vostro compito storico è di aiutare l’umanità a passare per una strada piena di pericoli. È come guidare di notte. Le scienze sono i fari, ma poi la responsabilità di non andare fuori strada è del guidatore, che deve anche tenere conto che i fari hanno una portata limitata. Anche gli scienziati non sanno tutto, è un lavoro faticoso durante il quale le conoscenze si accumulano una dopo l’altra e le sacche di incertezza vengono pian piano eliminate. La scienza fa delle previsioni oneste sulle quali si forma pian piano gradualmente un consenso scientifico.

Quando l’IPCC1 prevede che in uno scenario intermedio di riduzione delle emissioni di gas serra la temperatura potrebbe salire tra i 2 e i 3,5 gradi, questo intervallo è quello che possiamo stimare al meglio delle conoscenze attuali. Tuttavia deve essere chiaro a tutti che la correttezza dei modelli del clima è stata verificata confrontando le previsioni di questi modelli con il passato. Se la temperatura aumenta più di 2 gradi entriamo in una terra incognita in cui ci possono essere anche altri fenomeni che non abbiamo previsto, che possono peggiorare enormemente la situazione. Per esempio, incendi di foreste colossali come l’Amazzonia emetterebbero quantità catastrofiche di gas serra. Ma quando potrebbe accadere? L’aumento della temperatura non è controllato solo dalle emissioni dirette, ma è mitigato dai tantissimi meccanismi che potrebbero cessare di funzionare con l’aumento della temperatura. Mentre il limite inferiore dei 2 gradi è qualcosa sul quale possiamo essere abbastanza sicuri, è molto più difficile capire quale sia lo scenario più pessimistico. Potrebbe essere anche molto peggiore di quello che noi ci immaginiamo.

Abbiamo di fronte un enorme problema che ha bisogno di interventi decisi – non solo per bloccare le emissioni di gas serra – ma anche di investimenti scientifici. Dobbiamo essere in grado di sviluppare nuove tecnologie per conservare l’energia, trasformandola anche in carburanti, tecnologie non inquinanti che si basano su risorse rinnovabili. Non solo dobbiamo salvarci dall’effetto serra, ma dobbiamo evitare di cadere nella trappola terribile dell’esaurimento delle risorse naturali. Il risparmio energetico è anche un capitolo da affrontare con decisione. Per esempio, finché la temperatura interna delle nostre case rimarrà quasi costante tra estate e inverno, sarà difficile fermare le emissioni.

Bloccare il cambiamento climatico con successo richiede uno sforzo mostruoso da parte di tutti. È un’operazione con un costo colossale non solo finanziario, ma anche sociale, con cambiamenti che incideranno sulle nostre esistenze. La politica deve far sì che questi costi siano accettati da tutti. Chi ha più usato le risorse deve contribuire di più, in maniera da incidere il meno possibile sul grosso della popolazione. I costi devono essere distribuiti in maniera equa e solidale tra tutti i paesi.»

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