Clemente Russo è tra i simboli dello sport italiano nel mondo. Campione del mondo di pugilato dei dilettanti a Chicago nel 2007 e ad Almaty nel 2013, vicecampione olimpico a Pechino nel 2008 e a Londra nel 2012,  sarà il portabandiera della delegazione italiana ai Giochi europei di Minsk, in Bielorussia, in programma dal 21 al 30 giugno. Prima della partenza, ha risposto per Fanpage.it alle domande più cercate su Google sulla Maturità 2019, che comincerà tra poco. Mercoledì 19 giugno è infatti in calendario la prima prova e anche il campione di boxe ha voluto ricordare aneddoti sul proprio esame e dare consigli a chi affronterà la Maturità 2019 per affrontarla senza stress.

Maturità: voto, viaggio e significato per Clemente Russo

Complice il suo impegno nello sport da quando era un bambino, Clemente Russo racconta di essersi diplomato nel 2001 all'Itis, istituto tecnico industriale, di Marcianise, in provincia di Caserta, ma la sua non è stata una Maturità come le altre. "In quell'anno – ricorda il campione olimpico – feci due esami, dal momento che l'anno precedente ero stato bocciato perché vinsi una medaglia di bronzo ai campionati del mondo e feci troppe assenze. Ma in famiglia non essere promosso al quarto superiore era un'offesa, quindi feci tutte le materie scritte e orali e l'esame del quarto anno per poi tornare a fare l'esame di Stato con i miei compagni del quinto anno. Il voto finale dobbiamo per forza dirlo? Ho preso 60 su 100″. Nonostante le difficoltà, il pugile sottolinea che "la Maturità mi ha immesso nel mondo del lavoro, nel mondo degli adulti. Io a differenza della maggior parte dei maturandi, non ho fatto nessun viaggio. Sono partito subito per i miei combattimenti".

Superare la Maturità 2019? "Senza ansia come sul ring"

Della Maturità Clemente Russo ricorda soprattutto la tensione. "È quasi come quella da gara, quasi quella che c'è sul ring, se non addirittura peggio – aggiunge il pugile -, perché durante il combattimento si fa qualcosa che si conosce bene, mentre a scuola non si sa mai cosa chiederà il professore, pur avendo preparato tutti gli argomenti. Prima dell'esame di Stato ho studiato. Sono stato sempre il tipo che si allenava e poi studicchiava programmando le interrogazioni. Ma in quel periodo mi sono allenato davvero poco, quasi nulla, per poter approfondire. Cosa ho fatto la notte prima degli esami? Ho ascoltato la famosa canzone di Venditti per rilassarmi e scaricare lo stress". Alla domanda su cosa cambi nella vita dopo questo appuntamento il campione italiano non ha dubbi: "Cambia tanto, perché dal giorno dopo cominci a essere un po' più indipendente. Entri nel mondo dei grandi. Credo che bisogna affrontare la Maturità come una gara, come una sfida, quindi con la consapevolezza di aver studiato tutto l'anno e con la speranza che quello che non abbiamo studiato non ci venga chiesto. Dobbiamo essere forti e ripeterci: Andiamo davanti al professore e facciamo il botto. Come studiare? Io sono l'ultima persona che può rispondere a questa domanda ma sicuramente come avete sempre studiato. L'esame è come una finale olimpica, bisogna sì essere concentrati ma quello che avete fatto per una vita ve lo porterete all'esame. È una passerella".