Massimo Sartori, l’uomo trovato morto mercoledì sera a Pozzonovo, nella Bassa Padovana, era solo nella casa di campagna in cui viveva con la compagna quando i loro due cani rottweiler l’hanno aggredito. A trovare il suo corpo con profonde ferite in un bagno di sangue e dare subito l’allarme è stata proprio la compagna Romina al suo rientro a casa. Massimo, quarantanovenne originario di Monselice, giaceva esanime nel vialetto del giardino con profonde ferite al testa e il braccio dilaniato dai morsi dei due cani, una femmina di 9 anni e un maschio di 2 anni intestati alla donna. Per l’uomo, nonostante i soccorsi, non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che dovranno accertare l’esatta dinamica dell’accaduto. A quanto si apprende, non è escluso che Massimo Sartori possa essere stato vittima di un malore prima di subire l’aggressione di quei due cani di cui si occupava da sempre e che quindi erano abituati alla sua presenza. Sartori, secondo una prima ipotesi, potrebbe essere caduto e perso del sangue e solo a quel punto gli animali potrebbero averlo azzannato. La casa in cui la coppia viveva a Pozzonovo è molto isolata ed è probabile che nessuno abbia sentito le urla della vittima.

L'autopsia chiarirà le cause del decesso: malore o aggressione – Per avere maggiore chiarezza sulla morte del quarantanovenne la procura di Rovigo ha disposto ulteriori esami sulla salma che è stata portata in obitorio a Monselice. L’autopsia servirà a chiarire se appunto siano stati i due cani ad aggredire e uccidere il loro padrone o se l’uomo sia stato colto da malore e poi azzannato. Sul posto dopo la tragedia sono intervenuti anche due vigili cinofili che hanno bloccato i due rottweiler per poi portarli in una struttura veterinaria. I due cani, stando al racconto dei parenti della compagna di Sartori, mai avevano dato problemi.