Mario Ruoso ucciso a Pordenone, sospettato un collaboratore: ipotesi omicidio con una spranga per motivi economici

Sarebbe stato ucciso a sprangate davanti alla porta di casa, l'attico al settimo piano del condominio Brentella di Porcia (Pordenone). Mario Ruoso, patron di TelePordenone, è morto tra le 7 e le 8 di ieri mattina, 4 marzo, poco prima che potesse uscire di casa come ogni giorno per andare nel salone d'auto del suo Garage Venezia.
Al momento in Questura ci sarebbe un sospettato, un 68enne che si trova davanti alle autorità dalla notte scorsa. Tecnicamente, come spiega il Procuratore della Repubblica, Pietro Montrone, non è ancora in stato di fermo. Il sospettato sarebbe uno storico collaboratore del patron di TelePordenone. Gli investigatori avrebbero individuato negli screzi per questioni economiche il movente del delitto.
Si indaga sul decesso dell'imprenditore dopo che è stata confermata la pista dell'omicidio. Negli ultimi tempi, Ruoso aveva affrontato una serie di problemi economici, tra cui debiti e crediti che non riusciva a recuperare. L'ipotesi è che il 68enne sospettato abbia agito in questo ambito. L'estate scorsa, inoltre, l'imprenditore aveva sporto denuncia per atti intimidatori contro ignoti: 6 luglio scorso, infatti, qualcuno appiccò un incendio al Garage che gestiva e i vigili del fuoco individuarono l'innesco nell'abitacolo di una Lamborghini esposta. Dentro la macchina, infatti, erano stati nascosti dei documenti legati a una causa civile.
Chi indagava sull'accaduto aveva definito l'incendio un avvertimento di tipo mafioso che Ruoso aveva poi prontamente denunciato. Sul caso indaga la Squadra mobile di Pordenone, coordinata dal procuratore Pietro Montrone e dal sostituto procuratore Federica Urban.
L'ipotesi di una rapina finita male è stata definitivamente scartata in queste ore in favore di un regolamento di conti, forse legato ai debiti e problemi economici degli ultimi tempi. A lanciare per prima l'allarme che ha portato al ritrovamento del corpo, una collaboratrice che era abituata a vedere Ruoso entrare di buon mattino in ufficio. La donna ha raccontato di non essersi preoccupata all'inizio, ma di aver iniziato a nutrire qualche sospetto quando l'imprenditore non ha risposto alle sue numerose telefonate.
Verso le 13, il nipote, Alessandro Ruoso, ha provato nuovamente a chiamare l'imprenditore, senza però successo. Una volta giunto a casa sua per controllare, l'uomo ha fatto irruzione nell'appartamento e ha trovato Ruoso riverso sul pavimento. I condomini hanno riferito di non aver sentito particolari rumori e chi indaga ipotizza, dunque, che il patron dell'emittente locale di Pordenone possa aver aperto la porta a una persona di sua conoscenza con la quale aveva un appuntamento.
Chi ha ucciso Ruoso è poi fuggito con l'arma del delitto: i poliziotti l'hanno cercata nei cassonetti dei rifiuti e nei giardini limitrofi, ma le operazioni non hanno dato l'esito sperato. Saranno acquisite le immagini delle telecamere interne della lavanderia accanto all'ingresso del palazzo: gli occhi elettronici puntano verso il marciapiede e ieri mattina potrebbero aver inquadrato l'assassino.
Gli inquirenti hanno anche sequestrato un'auto, forse di proprietà del sospettato attualmente davanti alle autorità. La vettura era parcheggiata nei pressi dell'abitazione dell'uomo e nel bagagliaio è stato trovato un borsone che è stato portato via per il completamento degli accertamenti scientifici.