Maresciallo trovato morto a Terni, la Procura apre fascicolo per omicidio volontario

La Procura di Terni ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio volontario a carico di ignoti per la morte di Andrea Fiorelli, 59 anni, maresciallo della Guardia di finanza in pensione, trovato senza vita nella serata di venerdì 22 agosto nella sua abitazione in strada di Prisciano. L’ipotesi investigativa più grave, emersa dopo l’autopsia svolta a Perugia dai periti Massimo Lancia e Luca Tomassini, non esclude tuttavia la pista del suicidio, sulla quale gli inquirenti continuano a lavorare con attenzione.
Il corpo è stato rinvenuto dal padre anziano all’interno dell’auto parcheggiata nella villetta di famiglia: la gola recisa, accanto una motosega spenta e intorno una grande quantità di sangue. Una scena che lascia aperte diverse possibilità interpretative, su cui i carabinieri stanno concentrando i rilievi tecnici e scientifici, con il supporto dei reparti specializzati del Ris.
Il riserbo da parte degli inquirenti resta massimo, soprattutto sugli esiti preliminari dell’esame autoptico. La Procura vuole prima di tutto chiarire l’ora esatta del decesso, elemento chiave per valutare le testimonianze e le ricostruzioni delle ultime ore di vita dell’ex finanziere.
Sul piano legale, la vicenda ha visto il coinvolgimento diretto della famiglia. L’avvocato Roberto Romani, che rappresenta la moglie di Fiorelli, ha dichiarato: "Abbiamo assoluta fiducia nel lavoro della magistratura e della polizia giudiziaria. Anche i carabinieri del Ris rappresentano garanzia di massima attenzione investigativa. Prima di assumere qualsiasi determinazione, dovrà essere chiarito se si tratta di un suicidio o di altro".
Al momento del ritrovamento, in casa si trovava anche il figlio di Andrea, Lorenzo, 24 anni, che stava dormendo nella propria camera. Pur non essendo indagato, il giovane si è sentito sotto pressione per giorni, a causa anche del rapporto complicato che in passato lo aveva visto più volte entrare in conflitto con il padre.
Lorenzo è stato assistito dall’avvocato Francesco Donzelli, con il quale ha ricostruito in dettaglio il pomeriggio di quel venerdì. "Abbiamo verificato messaggi, telefonate e connessioni internet – spiega il legale – che tracciano con continuità i movimenti del ragazzo. Tutto lascia intendere che, ammesso si sia trattato di omicidio, Lorenzo non possa avervi alcun ruolo". Secondo la ricostruzione, il 24enne avrebbe trascorso parte della giornata con amici in Valnerina e a Piediluco, per poi rientrare a casa intorno alle 16. Successivamente avrebbe contattato la fidanzata, cercato materiale per lo scooter, giocato alla playstation e infine si sarebbe addormentato verso le 18.40.
Donzelli sottolinea come non sia da escludere la pista del suicidio, anche alla luce dei messaggi inviati dalla vittima al figlio nei giorni precedenti. In uno di questi, Andrea scriveva: "La faccio finita, adesso mi ammazzo". Il giovane, preoccupato, lo invitava a calmarsi e gli forniva il numero verde anti suicidi, cercato su internet pochi minuti prima.
Le indagini hanno comunque puntato la lente sui contrasti familiari: in passato la villetta di Prisciano era stata teatro di liti violente, tanto da richiedere l’intervento di carabinieri e polizia. "L’ultima volta è stata a marzo – precisa Donzelli – poi più nulla".
In questa fase né la moglie di Fiorelli né il figlio hanno nominato consulenti di parte per l’autopsia, affidandosi integralmente all’operato della magistratura. La famiglia, scossa dalla tragedia, resta in attesa di conoscere la verità su quanto accaduto.
Al momento, dunque, la vicenda resta sospesa tra due scenari opposti: da una parte l’ipotesi del suicidio, avvalorata da alcuni elementi emersi dalle comunicazioni private di Andrea; dall’altra la pista dell’omicidio, iscritta formalmente nel fascicolo aperto a carico di ignoti. Solo gli approfondimenti medico-legali e gli accertamenti dei Ris potranno fornire le risposte decisive su una morte che ha sconvolto non solo i familiari, ma anche l’intera comunità ternana.