Mara Favro, stop all’inchiesta: archiviate le indagini per omicidio e occultamento di cadavere

È stata archiviata l'indagine per omicidio e occultamento di cadavere legata alla morte di Mara Favro, la donna sparita nel nulla in Val di Susa tra il 7 e l'8 marzo del 2024. All'archiviazione avanzata dalla Procura si erano opposti i familiari tramite il legale Roberto Saraniti.
Secondo l'avvocato non vi erano infatti gli elementi per sostenere la pista del suicidio e aveva presentato alla Procura un elenco di contraddizioni emerse dalle parole degli indagati Vincenzo Luca Milione e Cosimo Esposto. I due, rispettivamente gestore della pizzeria nella quale lavorava la donna ed ex pizzaiolo del locale, erano accusati di omicidio.
“Non perdo la speranza, oggi riaprono casi a distanza di molti anni”, così la notizia è stata accolta dal fratello di Mara, Fabrizio, raggiunto dalla redazione di ‘Chi l’ha visto?', che per molto tempo si è occupata del caso.
Deluso invece l’ex compagno Massimiliano: “Mara rimarrà senza giustizia. Se all’inizio le indagini fossero andate diversamente, non saremmo a questo punto”.
La 51enne, mamma di una bambina di 11 anni, era scomparsa l’8 marzo 2024 dalla zona di Susa, dopo aver terminato il suo turno di lavoro nella pizzeria Don Ciccio di Chiomonte. Mara era stata assunta come cameriera solo otto giorni prima. La notte della scomparsa si era scambiata alcuni messaggi fino a tardi con un conoscente, poi di lei non si era saputo più nulla.
Tre mesi dopo la Procura di Torino aveva iscritto sul registro degli indagati per omicidio e occultamento di cadavere Milione, ed Esposto. A distanza di un anno dalla scomparsa, i resti di Mara erano stati trovati nei boschi di Gravere. Sulle ossa erano state riscontrate fratture ‘perimortali’, ovvero avvenute poco prima o poco dopo la morte.
Secondo i familiari, la donna sarebbe potuta morire cadendo ma potrebbe anche essere stata uccisa poco prima e successivamente gettata nel dirupo. Questo elemento aveva portato la famiglia a chiedere maggiori approfondimenti.
Il ritrovamento invece è stato ritenuto "inutile ai fini investigativi" dalla giudice per le indagini preliminari Alessandra Salvadori, perché sarebbe ormai passato troppo tempo.
Alla fine quindi la gip ha accolto la richiesta della Procura, che aveva chiesto di archiviare l'indagine perché non erano emersi elementi determinanti a supporto dell’accusa di omicidio nei confronti dei due indagati.