Malata di leucemia muore a Taranto durante una trasfusione, famiglia presenta denuncia: “Morte anomala”

Una donna di 50 anni di Lizzano, in provincia di Taranto, affetta da leucemia è morta durante la somministrazione di una trasfusione di sangue trattato geneticamente, proveniente da Amsterdam. L'episodio è accaduto due giorni fa all’ospedale Moscati di Taranto. Le terapie "sperimentali" rappresentano una frontiera innovativa nel trattamento di alcune forme di leucemia e malattie ematologiche, la paziente, infatti, combatteva da circa un anno contro questa forma di tumore del sangue. Durante la trasfusione, la donna si è sentita male ed è morta poco dopo per un arresto cardiaco.
Tanti gli interrogativi che potranno essere chiariti solo con l’autopsia. La signora era sposata e mamma di due figli, la famiglia ha incaricato l’avvocato Dario Iaia per seguire il caso. Fanpage.it ha sentito il penalista incaricato dai familiari di fare chiarezza sulla vicenda: "Abbiamo presentato una denuncia per omicidio, a breve sarà predisposta l'autopsia", ha spiegato.
Ricostruendo la vicenda l'avvocato ci ha detto: "La donna si è ammalata di leucemia circa un anno fa, si è sottoposta a un primo ciclo di chemioterapia che è andato bene, poi la malattia si è ripresentata dopo una serie di controlli mensili e quindi ha deciso di sottoporsi a questa cura innovativa che consiste nell'infusione di sacche di sangue trattate geneticamente. Si è rivolta all'Ospedale Moscati di Taranto dove mercoledì scorso è stata sottoposta a questa infusione, arrivata all'incirca a metà trasfusione è andata in arresto cardiaco. Subito dopo è stata trasferita al reparto di rianimazione dello stesso ospedale dove è morta nella giornata di ieri. La querela è stata sporta contro ignoti perché è evidente che si tratta di una morte anomala. Bisogna fare degli approfondimenti, daremo l'incarico a un medico legale per occuparsi della questione dal punto di vista tecnico e cercare di capire quali sono le cause reali della morte".
La notizia intanto ha scosso la comunità di Lizzano che si è stretta attorno ai familiari della donna.