Lucia Salcone morta in un incidente mesi fa, arrestato il marito: “L’ha uccisa, poi ha simulato lo schianto”

Lucia Salcone, 47 anni, è morta il 27 settembre 2024 in quello che, secondo quanto emerso in questi mesi, sarebbe un incidente stradale simulato. Per questo oggi, lunedì 23 febbraio, gli agenti della Polizia stradale di San Severo e la Squadra mobile di Foggia hanno arrestato il marito 48enne Ciro Caliendo, è accusato di omicidio volontario.
Il sinistro era avvenuto lungo la strada provinciale 13 nelle campagne di San Severo, città dove la coppia abitava. L'auto su cui Salcone viaggiava insieme al marito era andata a fuoco e il corpo della donna era stato ritrovato carbonizzato. Il 48enne, indagato per l'omicidio già nelle settimane successive all'incidente, da stamattina è in carcere.
Secondo quanto aveva raccontato l’uomo, che era alla guida del veicolo e unico sopravvissuto dell'incidente, la donna avrebbe perso la vita nello scontro con un’altra auto proveniente dal senso opposto di marcia.
Sempre sulla base di quanto spiegato da Caliendo, l’impatto avrebbe provocato l’uscita di strada della vettura familiare e il successivo schianto contro un albero.

A quel punto, entrambi avrebbero perso momentaneamente conoscenza, mentre le fiamme, sviluppatesi subito dopo, avrebbero avvolto l’abitacolo, raggiungendo gli abiti della donna rimasta intrappolata all’interno. Agli inquirenti il 48enne aveva raccontato anche di aver provato a salvare la moglie ma di non esserci riuscito.
Le indagini erano scattate subito: l'analisi dei sistemi di videosorveglianza e gli accertamenti tecnici avevano fatto emergere numerosi elementi che non confermavano la ricostruzione del 48enne. Per questo motivo la Procura della Repubblica aveva disposto ulteriori approfondimenti, di cui si è occupata la Squadra Mobile di Foggia.
Le perizie avevano rivelato che la Fiat 500, schiantatasi contro un albero prima di prendere fuoco, procedeva a una velocità ‘molto bassa' che non avrebbe fatto aprire gli airbag. Inoltre, secondo gli esperti incaricati degli accertamenti, all’interno dell’abitacolo erano state trovate tracce di liquido infiammabile.
L'autopsia inoltre aveva fatto emergere la presenza di una ferita sulla testa della donna. Gli inquirenti, dopo mesi di lavoro, sono riusciti a ricostruire cosa accaduto prima della morte della 47enne, le fasi preparatorie del presunto delitto, ipotizzando alla base del gesto motivazioni passionali ed economiche.
Secondo l’impostazione accusatoria accolta anche dal Giudice per le Indagini Preliminari, sarebbe esclusa l’ipotesi dell’evento accidentale. Come si legge nell’ordinanza con cui è stata disposta la custodia in carcere, richiesta e ottenuta dalla Procura, all’indagato viene ora contestato il reato di omicidio premeditato.
La coppia era molto conosciuta a Foggia. Lui è un imprenditore vinicolo, presidente dell’Antica Cantina. Alle scorse elezioni di giugno era stato anche candidato al consiglio comunale.