
Non si distingue più ciò che è realtà da ciò che è finzione. La riapertura delle indagini sul delitto di Garlasco non è più un nuovo fascicolo su Andrea Sempio per capire un suo eventuale coinvolgimento del delitto di Chiara Poggi, ma sembra diventata a tutti gli effetti un gioco di ruoli. I protagonisti non sono più indagati e condannati. Della vittima non si parla più. A scrivere la sceneggiatura è il botta e risposta di consulenti e avvocati, del passato e del presente. Il tutto condito da membri (o ex membri) del mondo dello spettacolo e dei social che si sentono legittimati a parlarne perché questo caso aumenta gli ascolti e i followers. Convinti che alla fine la cronaca nera la possono scrivere tutti.
Eppure ogni giorno mi chiedo cosa penserebbe Chiara Poggi di tutto questo. Perché in questo circo – il cui dito si punta contro il giornalista ma gli autori della sceneggiatura sono altri – si sta perdendo di vista la cosa più importante: stiamo parlando di un femminicidio. Ad oggi, l'unica cosa accertata da sentenze e giudici è che Chiara è stata uccisa in casa sua la mattina del 13 agosto 2007 e che a ucciderla è stato il suo fidanzato Alberto Stasi. Questa è la triste realtà – salvo eventuali nuovi processi – che troppo spesso si sta dimenticando.
Un caso di femminicidio è diventato un copione da serie tv. Mai si è andato così vicino. L'ex paparazzo dei vip Fabrizio Corona, in puntate su YouTube che sembrano più un palcoscenico per gridare contro la magistratura piuttosto che una difesa a Chiara Poggi, aveva proposto all'ex avvocato di Sempio, Massimo Lovati, una fiction con lui protagonista, ispirato al personaggio di Gerry La Rana. Con la scusa (chi lo sa però se ci sarebbe mai stata questa serie tv) di scritturare l'avvocato a impersonare questo personaggio senza scrupoli, cinico e dedito a eccessi, lo aveva fatto "confessare" a telecamere accese. Tra un bicchiere e l'altro. Così da allora la famiglia Sempio ha rimosso Lovati dall'incarico.
Intanto lui – dopo essere stato querelato dagli ex avvocati di Stasi – ha assunto il legale Fabrizio Gallo: i due si sono parlati a furia di dichiarazioni in tv in cui il secondo avrebbe minacciato di abbandonare. Per poi ieri ripensarci: "Gli ho parlato e ci siamo chiariti. Non lo lascio solo". Adesso Lovati non ha uno, ma ben due avvocati. Intanto aveva anche nominato un portavoce, Alfredo Scaccia, che oggi 13 novembre ha registrato un video in cui si tira indietro: giustifica la sua decisione per "sortite pubbliche" di alcune testate che "hanno ritenuto di mettere in risalto la mia sventura" del marzo scorso senza "dare riscontro alle sentenze della Cassazione (…) mi impongono una repentina marcia indietro".
In questi mesi è stato detto di tutto: è stata invocata la criminalità organizzata, il coinvolgimento in casi di preti pedofili e ragazzi suicidi successivi al delitto. Ma anche, il latitante all'estero che dice di sapere il vero assassino di Chiara Poggi. Per non parlare di ipotesi di tradimenti della vittima con un collega e intrighi d'amore tra la madre di Sempio e un ex pompiere della zona. E non è finita: dall'ipotesi di un baby tonfa come arma del delitto al coinvolgimento di cugine e piani strategici per incastrare chissà chi. E ancora: falsi amici che pubblicano messaggi audio e super testimoni mai visti prima.
Eppure dovremmo chiederci un'unica cosa: chissà cosa direbbe Chiara su tutto questo. Così si infanga solo la sua memoria.