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2 Febbraio 2015
15:24

Loris Stival, il Riesame: “Veronica Panarello ha agito da lucida assassina”

Con agghiacciante indifferenza, scrive il Tribunale del Riesame motivando la conferma dell’arresto della mamma di Loris, la Panarello ha agito da lucidissima assassina manifestando una pronta reazione al delitto di cui si è resa responsabile.
A cura di Susanna Picone
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Sono state depositate le motivazioni sulla conferma dell'arresto per Veronica Panarello, la giovane donna accusata dell'omicidio del figlio Andrea Loris Stival avvenuto il 29 novembre scorso a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa. Per i giudici la Panarello – che ha sempre negato qualsiasi accusa e che attualmente è detenuta nel carcere di Agrigento – è una “lucidissima assassina”. La Panarello ha “una capacità elaborativa di una pronta strategia manipolatoria” e una “insospettabile tenuta psicologica” che supportano “il giudizio di elevatissima capacità criminale”, fanno sapere i magistrati di Catania.  “Con agghiacciante indifferenza – si legge nelle motivazioni del Riesame che lo scorso 3 gennaio ha confermato gli arresti in carcere per Veronica Panarello – ha agito da lucidissima assassina manifestando una pronta reazione al delitto di cui si è resa responsabile” con la “volontà di organizzare l'apparente rapimento del figlio Loris”.

Perché la mamma di Loris Stival deve restare in carcere

Secondo i giudici la mamma del piccolo Loris ha simulato il rapimento sessuale. Veronica Panarello – si legge ancora – ha tenuto una “sconcertante glacialità nell'ordire la simulazione di un rapimento a scopo sessuale”, una “impressionante determinazione nel liberarsi del cadavere del figlio, scaraventandolo nel canalone” per “lucidamente occultare le prove del crimine”. Per i giudici la mamma del piccolo Loris deve restare in carcere perché è evidente il “rischio di inquinamento probatorio per la necessità di preservare le indagini dal concreto rischio di contaminazione di cui l'indagata potrebbe rendersi artefice”. Per Veronica Panarello, inoltre, “sussiste il rischio di recidivanza” perché ha dimostrato un’“odiosissima crudeltà e assenza di pietà” nel delitto con “una totale incapacità di controllo della furia omicidiaria”.

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